01/02/2012 Luigi Camarilla - Per passione ricevuta. Omaggio a S. Agata
3 - 5 febbraio 2012 PALAZZO BISCARI
Via Museo Biscari 10
Catania, Italia
Dal 3 al 5 febbraio, dalle 10 alle 19, Marella Ferrera ospita nel suo MF Museum&Fashion, Omaggio a Sant’Agata, opera unica di Luigi Camarilla, eclettico artista, siracusano di nascita ma milanese d’adozione, impegnato in una ricerca espressiva sull’antropologia del Mediterraneo e che ama utilizzare materiali riciclati. Così, questo Omaggio a Sant’Agata , è stato realizzato mettendo insieme alluminio e legno di barca, e, come sottolinea lo stesso artista, reinterpretando la tradizione iconografica della devozione popolare: “Sacro e profano – spiega Camarilla - si fondono in un trionfo di minnuzze che costellano l’ex voto centrale e incorniciano la superficie lignea”. L’opera è, tecnicamente, un retablo, una pala d’altare lignea “tipica della tradizione cattolica ispanica”, omaggio a quanto di spagnolo c’è nella terza festa della cristianità per partecipazione popolare, quella di Sant’Agata, appunto. Ma è anche un ex voto, un pegno, una dimostrazione del totalizzante legame, della passione che, a Catania, intreccia Patrona e devoti. “La scritta per Passione ricevuta – conferma Camarilla - ricorre in altre opere, ed esprime il concetto di una grazia immateriale: in questo caso la Passione si riferisce alla pienezza della fede ricevuta che conduce la Santa ad affrontare il martirio”. “Nell’opera – aggiunge Marella Ferrera - si coagulano tutti i complessi sentimenti che si agitano nella festa catanese: il fercolo, la tradizione, l’identità. E soprattutto quei quei seni algidi, ridondanti, simbolo del sacrificio estremo per difendere la purezza del proprio amore per il Divino. Ma pronti anche a mutarsi in dolci golosi, paradisiaci. In questo l’opera diventa, letteralmente, icona in attesa di una piccola lampada ad olio, a rischiarare il buio della notte. Icona come quelle che nel periodo natalizio venivano ricoperte di verdi tralci d’arancio con i frutti attaccati e dolciumi: ti calasti ‘na ‘cona, si diceva, tanto apparivano ricche, simbolo di quell’abbondanza che si chiedeva alla divinità”. L’ingresso al Museo è gratuito.
31/01/2012 MASSIMILIANO GIONI NOMINATO DIRETTORE ARTISTICO DELLA 55. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA
Il Direttore Artistico della Fondazione Nicola Trussardi Massimiliano Gioni è stato nominato oggi dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, Direttore del Settore Arti Visive con l’incarico di curare la 55. Esposizione Internazionale d’Arte che si terrà nel 2013. Beatrice Trussardi, Presidente della Fondazione Nicola Trussardi, congratulandosi con Massimiliano Gioni – Direttore Artistico della Fondazione dal 2002 – ed esprimendo la sua felicità per questo suo nuovo importante traguardo, ha sottolineato: “Sono contenta e orgogliosa che il CdA della Biennale abbia scelto Massimiliano Gioni per guidare la prossima Biennale Arti Visive. In questi dieci anni di collaborazione ho potuto condividere con Massimiliano progetti e ambizioni, ma soprattutto una tensione all’eccellenza che ci ha permesso di riportare Milano al centro della scena e del dibattito internazionale dell’arte contemporanea. Scegliere un giovane, non ancora quarantenne, per guidare la più importante kermesse del mondo è un gesto coraggioso, che premia il lavoro e la serietà con cui Massimiliano ha portato avanti il suo percorso in questi anni e la fiducia di tutte le persone che hanno creduto in lui”.
30/01/2012 Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630
Fino al 5 febbraio 2012 Palazzo Venezia
Via del Plebiscito
Roma, Italia
Ultimi giorni per visitare la mostra "Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630" in corso a Roma a Palazzo Venezia. Caravaggio è stato un genio assoluto della pittura che ha messo in ombra tutti gli artisti della sua epoca. Ma chi erano i suoi compagni di strada? La mostra, curata da Rossella Vodret, intende rispondere a questa domanda ricostruendo per la prima volta, attraverso l'esposizione di circa 140 dipinti provenienti dai maggiori musei italiani ed esteri, alcuni mai esposti in Italia, il tessuto connettivo del panorama artistico della Città eterna in cui visse e operò il grande genio lombardo. La mostra prende in esame quello che può essere definito un momento cruciale della pittura italiana, che nasce negli ultimi anni del XVI secolo in una Roma ancora in crisi per il traumatico scisma luterano e si sviluppa, con sempre maggiore vigore, attraverso il regno di quattro importanti Pontefici: Clemente VIII Aldobrandini, Paolo V Borghese, Gregorio XIV Boncompagni, Urbano VIII Barberini. Questo irripetibile momento durò circa quaranta anni, dal 1595 al 1635 e dagli avvenimenti accaduti in tale arco di tempo dipese gran parte dello sviluppo artistico europeo che si protrasse sino alla fine del Seicento. Le opere prescelte per l’esposizione sono state selezionate in modo da dare il panorama più ampio possibile delle complesse vicende che caratterizzarono l’ambiente artistico romano all’inizio del ‘600. Insieme ad opere provenienti da musei e collezioni private per l'occasione è presente eccezionalmente in mostra per la prima volta in Italia il "Sant’Agostino", recentemente attribuito a Caravaggio e oggetto di un vivace dibattito.
26/01/2012 ARTE FIERA ART FIRST - 36° Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea
27 - 30 gennaio 2012 Quartiere fieristico di Bologna
Ingresso – Ovest Costituzione
Vernissage, giovedì 26 gennaio dalle ore 17.00
La città di Bologna diventa centro italiano dell‟arte moderna e contemporanea nelle giornate di Arte Fiera 2012. Grazie alla stretta collaborazione con tutte le istituzioni culturali cittadine ai visitatori di Arte Fiera anche quest‟anno è offerta una straordinaria opportunità per “vivere l‟arte in fiera e in città”, con oltre 100 eventi che fanno parte del circuito ufficiale di iniziative post fiera legate all‟arte contemporanea, denominata Arte Fiera OFF.
21 - 28 gennaio 2012 Galleria degli Artisti di Milano
Via Nirone, 1 angolo Corso Magenta
Milano, Italia
Inaugurazione: Sabato 21 gennaio 2012 ore 18
La mostra collettiva dal titolo "Dall'uovo di Mantegna ai giorni nostri", organizzata a cura dell'Associazione artistico-culturale "Zaffiro" di Milano, presenta ventisei opere di diciotto gli artisti selezionati ed è allestita presso la storica Galleria degli Artisti di Milano. In mostra opere ad olio, acquerello, due installazioni, tre sculture, due fotografie. La varietà di stili e correnti artistiche,che contrassegnano le opere dal figurativo all'astratto, dal surreale all'informale, presentano grande professionalità e importante livello artistico. Artisti: Michell Campanale, Binetti Alessandra, Caldi Valeria, Carpenito Giorgia Andreina, Ditaranto Isabella, Dolio Sonia, Gagliardi Anna Maria, Galli Anna, Giudici Carlo Maria, Maristella Laricchia Maternità, Maggia Caterina, Melodia Marco, Roggero Francesco, Rossi Serena, Sala Alessandro, Sartori Gianluigi, Tramontin Paola e Vigorelli Simona.
13/01/2012 La più vuota delle immagini. Figure della morte nella cultura contemporanea
Venerdì 20 gennaio 2012, ore 21 Genova Palazzo Ducale
Salone del Maggior Consiglio
Piazza Matteotti 9
Genova, Italia
A fronte di una presenza così intangibile – eppure certissima – qual è la morte, non esistono parole e immagini che possano riecheggiare nel suo silenzio o riflettersi nel suo specchio buio. Ciò nonostante, la forza del pensiero e l'esuberanza dell'arte hanno cercato da sempre di raffigurare – con le forme, i colori, i suoni e le parole che esse hanno a disposizione – LA PIÙ VUOTA DELLE IMMAGINI. Così, intorno a quel nucleo vuoto, si stagliano, con l'energia vitale che promana dalla creazione artistica, figure di bellezza che cantano la vita e l'inesausto interrogarsi dell’uomo. Saranno questi i temi di quattro incontri curati da Giorgio Pigafetta. Nel primo di tre incontri dedicati al tema della morte dal titolo "Le figure della morte", che si terrà venerdì 20 gennaio 2012, interverrà Massimo Cacciari, docente di Estetica all'Università San Raffaele di Milano. A cura di Giorgio Pigafetta, Goethe Institut Genua e Facoltà di Architettura Università degli Studi di Genova.
Seguono: Mercoledì 25 gennaio 2012, ore 17.45
Umberto Curi
IL FRUSCIO DELLA MORTE
Giovedì 2 febbraio 2012, ore 17.45
Giacomo Marramao
LA MORTE COME STRANIERO
14 - 29 Gennaio 2012 Chiesetta S. Marco
Marostica (Vi), Italia
Inaugurazione sabato 14 Gennaio 2012 ore 16.00 presentazione di Luca Delmedico e partecipazione straordinaria di MaxSolinas.
L'Associazione Sidare, in collaborazione con il Comune di Marostica e l’Associazione Urtica, organizza "Arte per la Vita", una Mostra d'arte collettiva per i bambini tibetani esuli in India. Le donazioni ricevute a seconda del valore delle opere, serviranno per la realizzazione di progetti a favore dei bambini tibetani esuli in India, ospiti in scuole, monasteri o villaggi tibetani.
Artisti partecipanti:
Luigi Farronato Livia Cuman
Livio Ceschin Daniele Dal Molin
Bruno Ferrari Antonio Bortolazzo
Felice Feltracco Enrico Bortolazzo
Sergio Bigolin Marco Gobbato
Valter Milanato Giancarlo Gennaro Fotografo
Rossana Sargat Rotondo Uberto Fotografo
MaxSolinas
Eventi correlati:
sabato 21 Gennaio 2012 ore 21.00 Spettacolo di musica etnica con McNando www.mcnando.it
sabato 28 Gennaio 2012 ore 21.00 Hotel Rif in concerto con musiche dal mondo www.hotelrif.com
13/12/2011 lab-Yit | The Italian Contemporary Art Platform in China
Sabato, 17 dicembre 2011 ore 18 Zajia Lab
Hong En Daoist Temple
Doufuchi Hutong Dongcheng District
Beijing, Cina
Sabato prossimo si inaugura Lab-Yit una piattaforma per l’arte contemporanea italiana in Cina, strutturata come un’organizzazione artistica indipendente no profit che intende avvicinare e far dialogare la comunità artistica italiana con quella cinese. Lab-Yit, fondato da Cecilia Freschini, curatrice indipendente in Cina dove vive e lavora da quasi sette anni, e’ un Italian art point con sede a Pechino, e nasce dalla precisa esigenza di costituire un punto di appoggio e riferimento per l’Italia in Cina. L’obiettivo principale del progetto è l’attività di sostegno e promozione in ambito nazionale e internazionale della giovane arte italiana e grazie alle diverse sinergie in atto favorire e sviluppare progetti artistici italiani site specific, integralmente inseriti nel contesto locale e a stretto contatto con l’ambiente culturale cinese. Lab-Yit è particolarmente interessata a portare l’arte al di fuori di situazioni museali o commerciali delle gallerie, lavorando sul contesto sociale locale al fine di instaurare dinamiche innovative tra gli artisti, gli individui e la comunità. Per l'occasione parteciperanno alcuni artisti italiani residenti a Pechino, con una selezione di opere: Girolamo Marri, Chiara Mu, Sabrina Muzi, Giancarlo Norese, Giusy Pirrotta, Alessandro Rolandi e Nadir Valente.
20 - 31 dicembre 2011 AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA
Viale Pietro De Coubertin 34
Roma, Italia
Il Roma Gospel Festival è l’ormai consueto appuntamento all’interno del Natale all’Auditorium nel quale vengono ospitate alcune delle migliori formazioni corali e gruppi di spiritual e gospel provenienti dagli Stati Uniti. Nell’arco del festival vengono presentate le proposte più attuali di un genere musicale ormai consolidato e diffuso anche in Italia e in Europa, caratterizzato da una profonda carica di gioiosa spiritualità. Il Festival è giunto alla sedicesima edizione, diventando un solido punto di riferimento per gli appassionati e i curiosi di questa particolare forma di blues, strettamente collegata alla più profonda devozione religiosa.
05/12/2011 Presentazione dei restauri degli stucchi di Giacomo Serpotta nella chiesa di S. Orsola di Palermo
Mercoledì 7 dicembre 2011 ore 10.30 Chiesa di Sant'Orsola
Via Maqueda, 102
Palermo, Italia
Alla presenza dell'Arcivescovo di Palermo, S.E.R. il Cardinale Paolo Romeo, del Presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, del Rettore della chiesa, Don Vincenzo Talluto, e del Superiore della compagnia di S. Orsola, dott. Francesco Di Paola, saranno presentati i restauri condotti sugli apparati in stucco realizzati da Giacomo Serpotta (1656-1732) tra il 1695 e il 1696. Interverranno i dott. Mauro Sebastianelli, autore del restauro, e Pierfrancesco Palazzotto, storico dell’arte e vicedirettore del Museo Diocesano di Palermo. I relatori renderanno note le novità emerse con i lavori e le ricerche appositamente effettuate, i risultati tecnici relativi all'opera di Serpotta, tra cui disegni autografi dell'artista. Tutti i materiali sono confluiti nel volume: P. Palazzotto, M. Sebastianelli, Giacomo Serpotta nella chiesa di Sant'Orsola di Palermo. Studi e restauri, collana Museo Diocesano di Palermo. Studi e restauri, n. 5, diretta da P. Palazzotto, Congregazione S. Eligio - Museo Diocesano di Palermo, Palermo 2011.
5 dicembre 2011 - 8 gennaio 2012 Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Piazza Marconi 8
Roma, Italia
Il 5 dicembre 2011, alle ore 17.00, verrà infatti inaugurata una mostra che ripropone i luoghi, gli eventi e le atmosfere connessi alle Mostre Etnografica e Regionale realizzate a Roma durante l’Esposizione Internazionale del 1911 (Roma, Torino e Firenze), dalle cui raccolte ha tratto origine il nucleo principale delle collezioni del Museo stesso. La mostra ripercorre i luoghi e le manifestazioni legate all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911, e, come una sorta di “mostra delle mostre”, tra narrazione fotografica e ricostruzione documentaria, presenta un itinerario attraverso le opere che in quell’occasione vennero realizzate sotto la regia dei più importanti architetti dell’epoca: apparati effimeri, ma anche importanti interventi urbanistici che, insieme, hanno contribuito a delineare la configurazione attuale di interi quartieri di Roma. Con la riproposizione di costumi tradizionali, monili, oggetti della quotidianità e della religione popolare, viene ricostruito un passato che costituisce una tappa fondamentale della nostra cultura e della nostra identità.
E' stato ritrovato nei locali della Veneranda Fabbrica del Duomo in viale Gorizia lo straordinario modellino in scala del Duomo (scala 1:21). Il modellino, iniziato cinque secoli fa, è in legno di tiglio. Dopo il restauro sarà esposto al Museo del Duomo. Su «Sette» di Giovedì verrà pubblicato il servizio di Paolo Foschini con le foto di Massimo Zingardi che ne documentano la riscoperta.
29/11/2011 Monreale: il Sacro e l'Arte. La Committenza degli Arcivescovi
Lunedì 12 dicembre 2011 ore 18.00 - 21.00 Museo Diocesano di Monreale
Arcivescovado, 8
Monreale, Italy
Nella prestigiosa cornice del Museo Diocesiano di Monreale verrà presentato il volume di Lisa Sciortino "Monreale: il Sacro e l'Arte. La Committenza degli Arcivescovi" - Plumelia Edizioni. Dopo i saluti di S.E.R. Mons. Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale interverranno Vincenzo Abbate, Curatore Scientifico del Museo Mandralisca di Cefalù, Gaetano Gullo, Soprintendente BB.CC.AA. di Palermo e Maria Concetta Di Natale, Direttore del Museo Diocesano di Monreale.
30/01/2012 'Hieròs. Al di là della mente' di Daniela Garofalo
4 febbraio - 4 marzo 2012 MUMI – Museo Michetti
Piazza San Domenico, 1
Francavilla Al Mare (Chieti)
Vernissage: 4 febbraio 2012, ore 17.00
Finissage: 4 marzo 2012
E’ proprio di ogni cultura e di ogni tempo, il desiderio di sondare il sacro. Ad esso va attribuita una dimensione universale, eppure, definire il concetto di ‘sacro’ è cosa più che complessa. Altrettanto arduo è stabilire un senso del sacro.[fine] Si potrebbe asserire che sacro è ciò a cui si volge la propria attenzione, quando si avverte il limite tra il conoscere e l’essere. La certezza dell’esistenza genera paradossalmente l’incertezza dell’inesistenza. Misurarsi con tematiche quali la vita prima della vita, il futuro, la morte, la vita dopo la morte significa affrontare l’inconoscibile. Queste speculazioni intellettuali tendono a destabilizzare la mente umana, per la quale è più semplice decifrare dati materiali, tangibili. Tratto comune ad ogni cultura è la consapevolezza di tale limite al di là del quale è posto l’insieme delle energie, delle forze che l’uomo percepisce come superiori a sé. Quel limite è il luogo della trascendenza. Il sacro allora suggerisce una modalità per fronteggiare ciò che “è nella mente, ma non è della mente” dunque, l’ignoto, l’indeterminato. L’esperienza religiosa ed ogni forma di spiritualità rispondono ed ottimizzano questa esigenza con assoluta pertinenza; a sostegno di tale tesi si impone una considerazione: anche l’ateismo, presuppone la perdita di ciò che si può definire ‘esperienza del sacro’. Il rapporto dialogico tra la sfera naturale e la fera sopranaturale, si risolve attraverso un sistema di segni e simboli ai quali si attribuisce un significato preciso. Va inoltre evidenziato che l’esperienza dell’oggetto sacro, sia nella realizzazione che nella fruizione, non è mai solo estetica. In ugual misura l’esperienza dell’arte non lo è mai. Il codice simbolico segnico costituisce il sistema dei significanti sia nell’espressione del sacro sia nell’espressione dell’arte. Tale analogia spiega la necessità ancestrale di affidare all’arte la raffigurazione della sacralità poiché le si attribuisce “una funzione mediatrice, analoga[...]a quella sacerdotale[...]la funzione cioè di portare il mondo divino all’uomo, a livello sensibile e mediante le sue vibrazioni sentimentali, per innalzare poi il mondo umano[...]al regno ineffabile di mistero, di bellezza, di vita” . L’artista quindi è colui che si rende strumento mediante il quale si tenta l’unione tra ideale e reale e a cui si riconosce la capacità di elaborare quel codice simbolico segnico. L’iter creativo è un rituale nel quale avviene un processo di sublimazione. In tal modo L’oggetto acquista un valore reale perché partecipe di una realtà che lo trascende e l’evento sacro diviene archetipo. L’azione creativa altro non è che una inesauribile ripetizione archetipica. Queste brevi considerazioni introducono Hieròs, mostra d’arte sacra, in cui artisti contemporanei si confrontano sul senso del sacro, al di là della mente -al di là del limite- nella reiterazione dei segni dove tutto prende forma e si unisce.
Ingresso gratuito.
Orari: su appuntamento al +39 085 815164, Ufficio Cultura
Catalogo: edito dalle Edizioni Stauròs di San Gabriele – Isola del Gran Sasso (TE). A cura di Alessandro Passerini, Monica Seksich, Giuseppe Bacci e Giulia Pesarin. 42 pagine, 5 euro
Patrocini: Comune di Ortona, Comune di Francavilla Al Mare, Assessorato alla Cultura di Francavilla Al Mare, Fondazione Staurós, Premio Nazionale di Arte Contemporanea 'B.Cascella', Collettivo TM15.
26/01/2012 Gianni Turin - Sette croci per sette chiese. La mistica della croce nelle opere di Gianni Turin
26 gennaio - 20 febbraio 2012 BASILICA DI SANTO STEFANO
Via Santo Stefano 24
Bologna, Italia
Da diverso tempo la Basilica di Santo Stefano in Bologna, comunemente detta Sette Chiese, si propone sul territorio come punto di riferimento concreto per la ricerca artistica e culturale con soggetti e proposte che si muovono a pieno titolo nell’eccellenza nazionale ed internazionale. La mostra si compone di sette opere tridimensionali allestite in modo tale da sottolineare un dialogo con lo spazio circostante. Con la collaborazione critica del sociologo Sabino Acquaviva e la presentazione di alcune opere di Gianni Turin in un percorso sicuramente originale, dal momento che propone un confronto con la dimensione mistica e misterica della croce gloriosa di Cristo, la Croce è un simbolo che proclama pace, salvezza e redenzione. << La croce nella storia esperienziale del cristiano è la sua grande icona, la sua memoria. Uno spettacolo dal quale non si deve mai staccare lo sguardo. È il riflettere la propria esistenza in un legno, forse povero, sicuramente sacro nella stravolgente tragedia che rappresenta. La Theoria (lo spettacolo) non indica un'immagine ferma, ma un dramma in svolgimento. È un dramma che occorre vedere e rivedere. Nel quale sprofondare, penetrare, scrutare. Un dramma da ripensare. È il grande dramma. Il dramma per eccellenza. L'unico dramma che vale la pena di vedere perché illumina tutti gli altri. L’unico dramma con cui siamo chiamati quotidianamente a confrontarci perché cifra della nostra stessa esistenza. >> [ p. Ildefonso Chessa ]. << Nell’opera di Turin è la riscoperta [...] quindi del significato della morte nello spazio della sua capacità di attribuirle un valore religioso profondo, che spesso sfugge ai contemporanei, travolti da una quasi incontrollabile trasformazione tecnico scientifica e culturale della nostra civiltà. >> [Sabino Acquaviva]. Sette croci per Sette Chiese é inserita nel cartellone di Arte Fiera Off, é patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Bologna unitamente alla Regione Emilia-Romagna ed é sponsorizzata da Tre Emme Global Service s.r.l.
20/01/2012 Michelucci e l’arte sacra a Pistoia
20 - 28 gennaio 2012 Ex oratorio di San Carlo
Piazza Giuseppe Giusti
Monsummano Terme (PT)
Inaugurazione venerdì 20 gennaio 2012 ore 18.00
Sarà aperta al pubblico venerdì 20 gennaio, all’ex Oratorio San Carlo di Monsummano Terme, la mostra fotografica “Michelucci e l’arte sacra a Pistoia. La chiesa della Vergine e la Via Crucis” ultimo omaggio della Città di Monsummano Terme a Giovanni Michelucci, in occasione delle celebrazioni sull’opera e la figura del grande architetto pistoiese. L’inaugurazione, alle ore 18.00 a ingresso libero, attraverso le foto di Duccio Bartolozzi e gli interventi di Roberto Agnoletti e Alessandro Andreini, consentirà di cogliere il rapporto duraturo di un architetto, ma anche teorico e soprattutto operatore culturale, con un territorio, quello pistoiese, e con il rinnovamento della tipologia dello spazio sacro ed il suo ineluttabile confronto con l’arte sacra. La chiesa della Vergine a Pistoia, con le stazioni della via crucis realizzate per tale edificio, costituisce un esempio paradigmatico per sviluppare una riflessione più ampia. Durante la serata interverranno anche Barbara Dalla Salda, assessore alla Cultura del Comune di Monsummano Terme, Aligi Bruni, presidente della Misericordia di Pistoia, e Marco Mandato, Presidente della Misericordia di Monsummano Terme. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 28 gennaio con orario 16-19 (chiusa domenica 22 gennaio). L'iniziativa è organizzata in collaborazione con : Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia, Arciconfraternita della Misericordia di Monsummano Terme, Centro Culturale “Il Tempio” e Centro di Documentazione Giovanni Michelucci di Pistoia.
14 gennaio - 18 febbraio 2012 GALLERIA SAN FEDELE
Via Ulrico Hoepli 3a-b
Milano - Italia
Il luogo o l’oggetto si fanno simboli di una presenza in stretta relazione con la vita dell’uomo. Se l’esperienza del sacro designa l’aprirsi alla trascendenza, a un assoluto, a qualcosa situato al di sopra di noi, lo spazio sacro è quello recintato, separato dall’ordinarietà, che può concentrarsi attorno a un pozzo, a un albero, a un totem, a una stele, a una tomba. Lo spazio sacro è dunque quello privilegiato per comunicare col divino. In questo senso, dischiude un orizzonte di senso che parla del destino dell’uomo. Da queste riflessioni, i giovani artisti, segnalatisi nell’ultima edizione del Premio San Fedele 2010/2011, si sono cimentati nell’evocazione di “spazi”, che dall’immaginario biblico potessero raggiungere il nostro presente. È in questo modo nata la mostra dal titolo Luoghi del sacro, a cura di Andrea dall’Asta S.I., Ilaria Bignotti, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Kevin Mc Manus e Massimo Marchetti, per la cui realizzazione è stato chiesto ai giovani di riflettere su alcuni simboli della tradizione biblica. Da questa ricerca sono nate le opere di Daniele Salvalai, vincitore del premio San Fedele, di Marco La Rosa, giunto secondo classificato e vincitore del Premio Rigamonti, di Elisa Leonini, giunta terza classificata, e di Francesco Arecco e di Emanuela Ascari, che hanno ricevuto la menzione speciale dei curatori. Daniele Salvalai realizza due opere: una torre di Babele concepita come contenitore vuoto, altissimo scheletro di metallo sul quale è impossibile salire, in quanto i suoi gradini sono realizzati in cera (Babel) e un coperchio esagonale in metallo ricoperto da cera d’api collocato sopra un luogo che intuiamo essere un oscuro sepolcro (Sepolcro). Marco La Rosa crea una serie di mani sospese nello spazio che ripetono i gesti degli apostoli leonardeschi dell’Ultima cena suggerendo uno spazio tessuto di relazioni (L’argomento del terzo uomo) e un video, Sette minuti, che interpreta l’origine della creazione dello spazio e del tempo. Francesco Arecco costruisce un vascello fantastico in legno appeso al soffitto come in attesa di essere deposto a terra (Arca) per accogliere tutti gli esseri viventi. Emanuela Ascari in Reperto presenta un reperto senza identità, un piccolissimo sasso che appare provenire da un’origine senza tempo che vuole documentare il passaggio dal caos a un cosmo. Infine, Elisa Leonini con Dentro il labirinto inventa un cubo magico, sul quale un labirinto suggerisce l’enigma della vita, la cui ricerca di soluzione ci conduce alla meravigliosa città della Gerusalemme celeste, in cui lo spazio sacro diventa luogo di condivisione e di fraternità. Lo spazio sacro non è più allora separato ma coincide con quello della nostra stessa vita. E noi, oggi, in quale spazio ci troviamo? - sembra interrogarci la mostra.
17 dicembre 2011 – 12 febbraio 2012 GALLERIA D’ARTE della PRO CIVITATE CHRISTIANA
Via Ancajani 3
ASSISI, ITALIA
Inaugurazione mostra: 17 dicembre 2011, ore 16.30
La mostra presenta il risultato di una ricerca antropologico-culturale operata con il mezzo fotografico sui mestieri artigiani/creativi ancora presenti nel nostro Territorio, ma in pericolo di scomparire. La ricerca è stata condotta dal maestro della fotografia Gino Bulla con il gruppo QDG, giovani cultori appassionati di fotografia, sull'opera preziosa e creatrice delle mani degli artigiani (liutaio, calzolaio, falegname, barbiere, mugnaio, rilegatore, tessitrice, ricamatrice, rammendatrice, lavoratrice al tombolo, orafo, vetratista). Un' accurata selezione di foto è accostata e messa in dialogo, in una serie di interessanti rimandi, con opere originali di grandi pittori e scultori del '900 sul tema di Gesù Lavoratore, tratte dalle raccolte della Galleria d'Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana (D.Cantatore, P. Conti, T. Longaretti, C. Mattioli, D. Purificato. D. Lotti, E. Notte, A. Vangelli, R. Vistoli, N. Sebastio, E. Castelli, Publio Morbiducci). Oltre a suggerire una riflessione sul destino dei lavori artigianali nella società attuale, le opere d'arte mettono poi in luce, attraverso la sensibilita degli artisti, la originale iconografia di Gesù Lavoratore che ha vissuto il lavoro nel suo aspetto di fatica e di espressività creativa in condivisione delle realtà materiali e umane con gli artigiani di Nazareth.
15 dicembre 2011 - 27 gennaio 2012 FINTER BANK ZURICH
Via Al Forte 1
Lugano, CH
Vernissage giovedì 15 dicembre, dalle ore 17 alle 19:30
Scacciotti, attivo da tempo nell'ambiente artistico varesino e ticinese, presenta in questa occasione una serie di opere realizzate in periodi temporali diversi ma che racchiudono le caratteristiche principali della sua produzione. La rassegna, intitolata "Tra Terra e Cielo", rappresenta un estratto di una più ampia produzione riconducibile ad un progetto dell'autore "Arte come Alchimia" cominciato nel 2008 dove Scacciotti, partendo da considerazioni sulla propria esperienza artistica, trova spunti per esprimere il processo artistico come era l'Alchimia per gli antichi. In particolare la mostra intende raccontare l'esperienza del volo (mentale, onirico, extra sensoriale o comunque lo si voglia intendere, da cui l'opera "Volo"), ovvero di un viaggio in una memoria priva di schemi cronologici o spaziali, non la memoria individuale dell'artista, nè più in generale la memoria umana, piuttosto un volo nella memoria di un "immaginario ma possibile" essere spirituale. Un viaggio in una memoria frammentata, a volte nebbiosa, a volte nitida: così le opere di Scacciotti diventano intuizioni, "istantanee" di un attimo fulmineo, di una scheggia di quella memoria. Ecco che allora una zoomata rapida porta in primo piano aspetti del nostro pianeta Terra ("Terra", "Vortice d'autunno", "Subacquea"), per poi di nuovo allontanarsi verso il cielo in vedute aree sopra i mari ("Mikonos") ed ancora salire rapidamente oltre il cielo in vedute satellitari ("Esterno Terra...visione illusoria"), e ancora più sù verso ammassi interstellari e supernove ("Supernova", "Big Bang"). La mostra è organizzata in collaborazione con la Galleria d'arte Alter Ego di Ponte Tresa.
11/12/2011 La figura di Gaudí al centro delle conferenze su architettura e storia
Lunedì 12 dicembre, ore 18.00
Architettura: simbolo e sacro. Un secolo dopo Gaudì
Colloquio fra il Card. Gianfranco Ravasi e Mario Botta. Modera: Maria Antonietta Crippa
MAXXI. Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (Via Guido Reni, 4. Roma)
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti
Mercoledì 14 dicembre, ore 18.00
L’Epoca di Gaudì in Catalogna e in Italia
Sessione Accademica con Giovanni Maria Vian e Ricard Torrents. Presenta: Antoni Matabosch
Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede (Palazzo di Spagna. Piazza di Spagna, 57. Roma)
Ingresso esclusivamente ad invito
Nell’occasione della mostra Gaudí e la Sagrada Familia: Arte, scienza e spiritualità, inaugurata lo scorso 24 novembre, la Fondazione Joan Maragall e la Fondazione Junta Constructora del Templo de la Sagrada Familia organizzano due sessioni accademiche nella città di Roma. Il primo appuntamento si terrà al MAXXI, lunedì 12 dicembre alle ore 18, con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, e vedrà gli interventi del card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e dell’Architetto Mario Botta, in un dialogo a due voci, moderato dalla Prof.ssa Maria Antonietta Crippa, e dal titolo Architettura: simbolo e sacro. Un secolo dopo Gaudì. Il secondo appuntamento, dal titolo L’Epoca di Gaudì in Catalogna e in Italia, si terrà presso l’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede mercoledì 14 dicembre alle ore 18. Vi prenderanno parte il Direttore dell’Osservatore Romano,Giovanni Maria Vian e il saggista, critico letterario e presidente della Società Verdaguer, Prof. Ricard Torrents. La presentazione della conferenza sarà a cura del Dr. Antoni Matabosch, presidente onorario della Fondazione Joan Maragall. L’ingresso è esclusivamente ad invito.
Nel rinascimento culturale catalano, Antoni Gaudí è l’esempio più prettamente universale del dialogo fra arte e fede. Gaudì riunisce, quale sublime artista, un riconosciuto valore artistico e quell’innegabile senso di cristianità che si sintetizza e trova la sua massima espressione nella Basilica della Sagrada Familia. Cultura e cristianesimo sono segni ed espressioni di pensiero e poetica che ricorrono con una certa frequenza nelle grandi figure che hanno delineato i valori più alti della cultura in Catalogna. Nel mondo letterario, due grandi nomi, indiscutibili: Jacint Verdaguer e Joan Maragall, ambedue grandi poeti il cui contributo al sapere e alla cultura della regione è imprescindibile; ambedue legati all’evoluzione e all’arricchimento della lingua catalana. Antoni Gaudí, quale figura di congiunzione poetica, pur su un versante altro, è l’artista che, nella stessa epoca, contribuisce alla poetica catalana nella forma che si vuole delineare e descrivere come la “poesia scolpita nella pietra”. L’architettura, così come la musica, diviene linguaggio universale. Nelle due conferenze proposte, la figura di Gaudì è il punto di partenza del dialogo fra architettura e trascendenza, e dell’epoca in cui visse l’artista, tanto in Catalogna quanto in Italia.
6 - 30 dicembre 2011 SUTTA LE CAPANNE DU RIPA
Via Umberto I
Specchia (LE), Italia
Inaugurazione: martedì 06 dicembre ore 19.00
Il blu, colore spirituale per eccellenza, predomina nelle tele dove elementi simbolici come le scale rappresentano una società che continua a vivere in precario equilibrio tra croci che non sono grondanti di sangue, ma bianche o azzurre rappresentano l’uomo con gli insoluti interrogativi di sempre, quelli che fecero nascere nell’antica Grecia la filosofia.... interrogativi come croci sparse nello spazio pittorico che diventa metafora del mondo, del tempo che viviamo. É nella spiritualità che l’uomo ritrova il coraggio e la determinazione per affrontare i propri démoni, di vivere la propria esistenza riscoprendo la consapevolezza che la forza della rinascita è la libertà del pensiero. Come insegna il messaggio evangelico la libertà nasce dalla sofferenza, dal dolore.” L’allestimento curato dall’architetto Stefania Branca affianca alla modulazione pittorica un’installazione così come accaduto nelle recenti personali tenutesi nell’atelier che, da luogo di ideazione e realizzazione dell’opera, si fa anche spazio interattivo con il pubblico. In virtù di un percorso che continua, tracce di gesso renderanno bianca la pavimentazione dove tra santini e rosari, icone di fede, ognuno potrà almeno per un momento riflettere sul significato più autentico del Natale. Un natale lontano dalla festa consumistica e non solo per il clima di recessione, ma perché traccia di una spiritualità ritrovata.
Presentazione: Antonietta Fulvio direttore responsabile Arte e Luoghi
Allestimento: Architetto Stefania Branca
Organizza: Il Raggio Verde eventi d’arte (Lecce)
10 dicembre 2011 - 14 gennaio 2012 BIFFI ARTE - MODERNA E CONTEMPORANEA
Via Chiapponi 39
Piacenza, Italia
Vernissage: 10 dicembre 2011 ore 18.00
La Galleria Biffi Arte, in collaborazione con il Museo Internazionale Luzzati di Genova e il Teatro Gioco Vita di Piacenza, inaugura il periodo natalizio, con l’esposizione dell’opera di Emanule Luzzati dedicata al tema del presepe. La mostra sarà l’occasione, anche quest’anno, per apprezzare l’interpretazione artistica di un tema, quello del presepe e della sacra famiglia, carico di simbologia e tradizione. Nella sezione Fotografia e Video della galleria saranno visibili opere che testimoniano il lungo rapporto di Luzzati con Teatro Gioco Vita: bozzetti delle sagome e disegni realizzati per alcuni spettacoli di teatro d’ombre, insieme a manifesti e locandine
disegnati per le rassegne teatrali e le stagioni organizzate sul territorio dal Teatro diretto da Diego Maj. Materiali che raccontano un sodalizio artistico unico nel suo genere, avviato nel 1978 e proseguito negli anni con la creazione di nove spettacoli e
numerosi altri momenti di collaborazione. Catalogo con testi di Sergio Noberini e Diego Maj. Coordinamento: Leda Calza. Ufficio Stampa: Elisa Molinari. Progetto dell’allestimento: Arch. Carlo Scagnelli.
7 - 23 Dicembre 2011 Sala Santa Rita
Via Montanara 8
Roma, Italia
Inaugurazione martedì 6 dicembre ore 18:00
La mostra “Vangeli Astratti” nasce con l’intento di dare vita ad un percorso devozionale contemporaneo all’interno di uno spazio devozionale barocco. Il pittore torinese Roberto Demarchi dopo aver affrontato, con l’uso di un particolarissimo linguaggio astratto, l’interpretazione e la rappresentazione del pensiero occidentale delle origini (ciclo Perì Physeos) ha riversato la sua attenzione su tematiche dell’Antico Testamento dando vita alla serie del “Genesi” presentata a Torino e a Roma da Antonio Paolucci. I ”Vangeli Astratti” testimoniano l’approdo al Nuovo Testamento e la mostra nella Sala Santa Rita ne offre un’intensa e particolare sintesi. Sono dodici tavole dipinte che ci propongono episodi e momenti dei Vangeli culminanti nella “macchina” sull’altare, scenografica e suggestiva installazione che propone il dramma della Passione. Claudio Strinati, curatore della mostra e del catalogo edito da Skirà, scrive ”Demarchi si inscrive in una tradizione di pittura astratta che ha precedenti illustri, italiani e stranieri, ma il suo modo di esprimersi è veramente unico e singolare e non può essere rapportato ad altre esperienze. Vi è nel suo pensiero figurativo astratto una sintesi singolare di speculazione filosofica e di istinto libero e scevro da qualunque intellettualismo”. La tecnica del maestro torinese, frutto di oltre quarant’anni di sperimentazione sulle potenzialità espressive dei materiali, coniugata con la costante ricerca di rapporti e moduli proporzionali delle forme, genera opere dal potente e coinvolgente impatto visivo e nel contempo fa trasparire ”…un presupposto classico: c’è proprio quell’idea del Bello che fu individuata tanti secoli fa come quintessenza dell’arte e resta intramontabile”.(Claudio Strinati)
04/12/2011 LA BELLEZZA DELLA PAROLA Il nuovo Evangeliario Ambrosiano e i capolavori antichi
Fino all'11 dicembre 2011 Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano, Italia
Ultimi giorni per visitare la mostra "LA BELLEZZA DELLA PAROLA Il nuovo Evangeliario Ambrosiano e i capolavori antichi" che presenta il nuovo Evangeliario Ambrosiano, il volume usato nella solenne lettura delle celebrazioni liturgiche, le cui pagine accolgono le tavole di maestri dell’arte contemporanea, quali Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti, il fotografo Giovanni Chiaramonte e due giovani artisti, Nicola Samorì e Nicola Villa. Accanto alle 73 tavole realizzate per il nuovo Evangeliario Ambrosiano, visibili insieme per la prima e unica volta prima di essere rilegate nel volume originale che verrà in seguito consegnato all’uso liturgico del Duomo, la sezione a Palazzo Reale presenterà, per la prima volta insieme, manufatti d’arte antica di straordinaria bellezza. Tra questi la Coperta dell’Evangeliario di Teodolinda da Monza, la Pace di Chiavenna, l’Evangeliario di Ariberto del Duomo di Milano e quello di Vercelli che convergono a illustrare la sintesi medievale fra ordine cosmologico, ingegno umano e redenzione divina. Inoltre, si troverà una serie di Evangeliari manoscritti e miniati con inchiostro, oro e porpora, come il Codex Sarzanensis della Diocesi di Tortona, l’Evangeliario di Busto, l’Evangeliario di Bobbio e l’A 28 conservati alla Biblioteca Ambrosiana, e l’Evangeliario Casola della Biblioteca Capitolare di Milano. A segnare il passaggio all’arte contemporanea sarà l’Evangeliario di Paolo VI, lo stesso che venne posto sulla bara di Giovanni Paolo II, nel giorno delle sue esequie. La mostra prosegue fino al 22 dicembre alla Galleria San Fedele con una selezione di bozzetti e un lavoro a soggetto sacro particolarmente significativo dei sei artisti, mentre alla chiesa di San Raffaele verranno esposte alcune opere appositamente realizzate per l’occasione, che illustreranno il rapporto vitale con il culto e la liturgia.
3 dicembre 2011 - 29 aprile 2012 MACRO Testaccio - La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani 4
Roma, Italia
Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, sarà a Roma con una grande mostra allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Roma, negli spazi espositivi della Pelanda al MACRO Testaccio. Uno dei maggiori protagonisti del progetto e della cultura dell'immagine in Italia, Fabio Novembre, ha curato la mostra e l’allestimento. Le foto sono state scelte non con criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando i fili comuni e gli impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure in latitudini diverse. L’allestimento è pensato come un villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry.La mostra comprenderà oltre 200 fotografie: non mancheranno alcune delle icone di McCurry, come il celebre ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi, scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua straordinaria carriera di fotografo e di reporter; ma insieme ad una selezione del suo vasto repertorio, saranno presentati per la prima volta i lavori più recenti, dal 2009 al 2011: il progetto the last roll con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak, gli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba. La mostra è promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale - Sovraintendenza ai Beni Culturali, dal MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma, e da CIVITA, con la collaborazione dell’Agenzia SudEst57.
1 dicembre 2011 - 10 gennaio 2012 Corte dei Brut
Via Campi Leoni, 1
Gavirate (VA) - Italia
Vernissage: 1 dicembre 2011 ore 19
La mostra personale di Elisabetta Pieroni, nota scultrice varesina impegnata da alcuni anni in una ricerca personalissima in ambito ceramico, presenterà i lavori più recenti, sculture e altorilievi raffiguranti paesaggi idilliaci e dimensioni oniriche, figure antropomorfe e animali fantastici, alberi maestosi e città immaginarie che sembrano appartenere ad un fiabesco medioevo. Rifiutando qualsiasi forma di idealismo o di metafisica a favore di un profondo esistenzialismo, l’artista focalizza la propria ricerca sul valore specifico dell’esistenza individuale umana e sul suo carattere precario, riscoprendo la forza persuasiva delle metafore e la suggestiva aura dei simboli. Significativa è la raffigurazione dell’ulivo, albero spirituale per antonomasia, protagonista di molti dei lavori di Pieroni: caratterizzato da robuste radici, si erge in maniera sinuosa e contorta, quasi sofferente, ma animato da una ferma e fiduciosa volontà che lo spinge a perseguire la propria realizzazione. Nelle sue composizioni sembra definire lo spazio come a voler costruire una “geografia dell’anima”, invitando lo spettatore a calarsi nell’opera e a riconoscere all’interno della composizione archetipi universali e simboli appartenenti alla cultura cristiana, fusi in una visione serena e luminosa dell’esistenza.
27/11/2011 Gaudì: La Sagrada Familia de Barcelona. Arte, scienza e spiritualità'
24 novembre 2011 - 15 gennaio 2012 Braccio di Carlo Magno Basilica di San Pietro
Piazza San pietro
Città del Vaticano
Attraverso questa mostra si vuole illustrare la storia del tempio, dalle origini fino alla cerimonia della sua dedicazione, e spiegare le prossime tappe del processo costruttivo, che verranno culminate con la fine dei lavori. Ma non si può parlare della Sagrada Família senza citarne l’ideatore, la sua idiosincrasia e il complesso delle sue opere, per cui si approfondisce anche la figura di Antoni Gaudí illustrando i principali edifici progettati nel corso della sua vita. Il completamento delle navate della Sagrada Família ha permesso la consacrazione del tempio, e pertanto la sua apertura al culto. Il Pontificium Consilium de Cultura del Vaticano ha ritenuto tale evento un’eccellente opportunità per far conoscere al mondo, partendo dalla stessa Città del Vaticano, questo edificio progettato e iniziato dall’architetto Antoni Gaudí, che lo scorso novembre 2010 Padre Benedetto XVI ha dichiarato Basilica Minore. L’edificio sorto nella seconda metà del xix secolo come un tempio espiatorio, e promosso da un gruppo di devoti desiderosi di dotare la città di Barcellona di una «cattedrale nuova», è riuscito a superare molte vicissitudini, e persino alcune predizioni secondo cui non si sarebbe mai ultimato. L’odierna Basilica è tuttora un edificio in costruzione ma la fine dei lavori è ormai vicina e si intravede il completamento in un futuro non molto lontano.
Il 12 dicembre 2011 al MAXXI. Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (via Guido Reni, 4) si terrà la sessione accademica dal titolo "Architettura: i simboli e il sacro. Un secolo dopo Gaudí". Interverrà: Mons. Gianfranco RAVASI, presidente del Pontificium Consilium de Cultura.
Il 14 dicembre 2011, presso l'Ambasciata Spagna presso la Santa Sede, si terrà una sessione accademica dal titolo "L’epoca di Gaudí in Catalogna e in Italia" ed interverranno Giovanni Maria VIAN, direttore de L’Osservatore Romano e Ricard TORRENTS, saggista, critico letterario, ex rettore dell’Universitat de Vic e presidente della Societat Verdaguer.
Il 13 gennaio 2012 in Santa Maria in Trastevere, si terrà Concerto
di chiusura a cura del coro di voci bianche Escolania de Montserrat.
26 novembre - 22 dicembre 2011 MUSEO STAUROS D'ARTE SACRA CONTEMPORANEA
Via San Gabriele
Isola Del Gran Sasso D'Italia (TE), Italia
Nel mondo di oggi, dove sin da bambini ci hanno insegnato a dire “prima di Cristo” e “dopo Cristo”, è difficile pensare di possedere la stessa percezione del divino e della sacralità dei primi abitanti del pianeta. L’uomo del terzo millennio (sia esso credente o meno) non può che sfiorare la religiosità che si perde nella notte dei tempi. Sempree comunque attraverso il filtro della mentalità di tradizione ebraico-cristiana. Ciò significa che nulla possiamo sapere degli dèi venerati dai padri dei nostri padri? Niente affatto. Pitture parietali, statuette, pendenti incisi, decorazioni su vasi dell’età preistorica ci raccontano di un universo che celebra la Dea Creatrice, la Madre Terra, e con Essa tutte le cose viventi, in quanto partecipi della sua divinità. La Dea è rappresentata incinta e nuda, o nella posizione della partoriente, o ancora con seni e glutei prominenti.nUn’antica religione che si svela attraverso un’Arte fatta di segni, simboli e immagini di divinità. Ma la Dea Dispensatrice di Vita e di Fertilità è anche la Dea Reggitrice di Morte e la Dea Rigeneratrice, riflesso di una concezione ciclica del tempo che nell’arte si traduce in spirali e cerchi, in serpenti, simboli benefici di energia vitale e rigenerazione ben lontani dal serpente ucciso dall’Indra vedico, o quello, ben più famoso, che nell’allegoria biblica del peccato originale spinge Eva a cogliere il frutto proibito. (.....) Un’affascinante viaggio, il cui punto di arrivo è al tempo stesso punto di partenza. Muovendo sin dalle origini, quando il divino alita in ogni forma di vita, esplorando poi l’alienazione del sacro, che staccandosi dal mondo materiale diventa ultraterreno, si giunge, attraverso un cammino di rinnovamento colmo di sacralità, alla crocifissione, momento che sancisce un ritrovato sodalizio tra terra e cielo ed è a sua volta genesi della nostra idea di sacro. Un cerchio, quindi, che si chiude su se stesso, la cui fine non è che un inizio. Un circolo, proprio come la grande giostra della Vita.
Era il Natale del 1977. Il Battistero di San Giovanni in Corte a Pistoia accoglieva l’esposizione della grande pala d’altare “Adorazione dei Magi” di Flavio Bartolozzi, meglio conosciuta come “Natività ‘77”...
1 - 29 febbraio 2012 RISTORART
Via Dei Cluniacensi 9/11
Roma, Italia
Vernissage: 1 febbraio 2012. ore 19,30
Il Kunstmarchen, la fiaba d’arte, è quel genere letterario nato in Germania dai racconti popolari che diventa la forma espressiva di un’epoca e sintetizza il clima di un ambiente dove il sogno e la fantasia sono i filtri con i quali reinterpretare il reale: Goethe, Novalis, Tieck, i fratelli Grimm ne sono i precursori; Schlegel, Hoffmann, von Armin, Fouqué, Eichendorff i massimi esponenti. (...) In questo contesto si inseriscono le opere di Cristina Valerio che cerca sulla tela la favola, la sua grammatica visiva è fatta pertanto di visioni che nascono da un modello idealizzato dell’arte e della vita: i fiori, le sfere, i pianeti formano un universo onirico dove si muovono esili figure stilizzate, ieratiche come idoli indiani e innocenti come progenitori biblici. Ciò che viene raccontato nella bidimensionalità dell’impianto è l’inconsistenza del sogno e la precarietà del sonno pertanto spesse volte le figure sono instabili; l’incertezza delle pose non è altro che la provvisorietà della loro condizione destinata a passare col mutare degli elementi. Se l’arte è illusione, il sogno lo è ancora di più e il marchen dell’artista diventa nostalgico, estremo tentativo di accogliere il meraviglioso che è nella realtà quotidiana. In quest’ottica anche gli oggetti più comuni diventano elementi magici, teosofici, incantati. In tutto questo la figura femminile assurge a ruolo di protagonista in quanto creatura soprannaturale che tenta col suo amore di dischiudere all’uomo, essere razionale e legato alla materia, le porte di una possibile armonia. Per far questo la donna diventa lunare, diafana, legata al mutare della luce e della consistenza. Graficamente tale visione si traduce in uno stile narrativo e pulito, didascalico ma mai naif, figurativo ma mai condizionato dalla pesantezza del corpo in quanto è la leggerezza che rende accettabile l’oscurità: cieli che mutano dalla luna le varie tonalità, sfondi liquidi, figure monocromatiche arricchite da arabeschi a rilievo, pennellate leggere. Nelle ultime opere, inoltre, si nota anche una diversa consapevolezza della superficie con lo spazio interno che cede e la tela che si arricchisce di interventi polimaterici (fili e stoffe) capaci di restituire, visivamente, la frammentarietà del racconto e la lontananza dal reale: “Poiché nel sogno nulla di reale attira su di sé la nostra attenzione, nella incessante occupazione della nostra fantasia perdiamo la memoria della realtà; dietro di noi si è spezzato il filo che ci ha guidato attraverso il misterioso labirinto; e alla fine ci abbandoniamo completamente all’incomprensibile. Allora il meraviglioso si fa per noi comune e naturale”. Tommaso Evangelista (Critico e Storico dell’Arte)
01/02/2012 INCANTI DI TERRE LONTANE. HAYEZ, FONTANESI e la pittura italiana tra otto e novecento
2 febbraio - 29 aprile 2012 PALAZZO MAGNANI Corso Giuseppe Garibaldi 29
Reggio Nell'Emilia, italia
Vernissage: 2 febbraio 2012. ore 11.30 per la stampa
All’inizio fu l’Oriente vicino, l’esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell'estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli. I due protagonisti della mostra innanzitutto, Hayez e Fontanesi. L’Oriente del primo è quello vicino, mediterraneo, non direttamente vissuto ma sapientemente evocato. Quello del secondo, invece, è l’Oriente estremo, o almeno un lembo di esso, il lontano Giappone, regno che lo ospitò a lungo, onorandolo, e che lui a sua volta volle onorare. Intorno ai due, i molti altri che lungo gran parte di questo secolo, l’Ottocento appunto, hanno descritto gli incanti, le malie di terre ai più ignote e per questo ancora più affascinanti. Un centinaio di opere degli Orientalisti italiani, con molte novità. La mostra dà conto della ventata d'Oriente che suggestionò la pittura italiana nel secondo '800 ed una attenzione peculiare la riserva, anche per ragioni di nascita reggiana, a Antonio Fontanesi. Egli, tra il 1876 e il 1878, venne chiamato, insieme al altri artisti italiani, ad insegnare alla neo-fondata Accademia di Belle Arti d Tokyo, restituendo immagini disegnate e dipinte del Giappone interpretate dal suo squisito linguaggio lirico. Nella ricca produzione pittorica di questo artista le opere di soggetto orientale non sono che poche unità: tre dipinti, tra cui uno non ultimato e alcuni disegni a matita. Preziose e rare testimonianze raccolte per la prima volta in una mostra.
25/01/2012 Figure Mariane e capolavori del Cinquecento. Pittura della tarda Maniera dai depositi di Palazzo Abatellis
25 gennaio - 29 febbraio 2012 PALAZZO ABATELLIS
Via Alloro 4
Palermo, Italia
Inaugurazione: 25 gennaio alle ore 17,00
L'iniziativa, proseguendo il percorso storico critico già intrapreso dalla Galleria con la mostra su Vasari, si inserisce, grazie al contributo del Gruppo editoriale Kalòs, nell'ambito dell'edizione 2011-2012 del Circuito del Mito organizzato dall'Assessorato regionale del Turismo dello Sport e dello Spettacolo. Si presentano per la prima volta alcuni fra i dipinti più significativi dell’ultima stagione della Maniera, che nella Palermo della fine del XVI secolo trovò grandi interpreti. Il recente ampliamento del percorso espositivo di Palazzo Abatellis ha già dato avvio al dispiegarsi delle testimonianze pittoriche della Maniera , fenomeno assai articolato della cultura figurativa che caratterizzò un intero secolo con al suo interno aspetti unitari, diffusi nel variegato panorama dell’Italia di allora, ma anche specifici delle diverse aree regionali. Per Teresa Pugliatti, docente di Storia dell'arte e curatrice della mostra si tratta di «una produzione di bella qualità che a tutt'oggi, al di fuori della cerchia degli specialisti, è di fatto sconosciuta». Esposte, tavole di grandi dimensioni di Simone de Wobreck, Giuseppe Alvino, Paolo Bramè e Giovan Paolo Fonduli. Un percorso artistico tra fatti di cronaca e scene di devozione.
13/01/2012 Gaudì in Vaticano: Concerto dell'Escolania de Montserrat
13 gennaio 2012, ore 18 Basilica di Santa Maria in Trastevere
Roma, Italia
L’ultimo atto della importante mostra su Gaudi’ in Vaticano si svolgerà, venerdì 13 gennaio alle ore 18,00 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma. L’occasione, imperdibile, è il concerto dell’Escolania di Montserrat, formazione di giovani cantori, di grande tradizione e famosa in tutto il mondo che il pubblico italiano potrà ascoltare solo in questa occasione privilegiata con ingresso gratuito. La mostra in Vaticano, invece, sarà visitabile fino a domenica 15 gennaio. L’Escolania di Montserrat, coro composto da bambini fra 9 e 13 anni dell’Abbazia di Montserrat, è diretto dal Maestro Bernat Vivancos, e offrirà un raffinato repertorio musicale con composizioni del P. Àngel Rodamilans (1874-1936) e di Francesc Civil (1895-1990). L'evento serà presieduto dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, e dal Cardinale di Barcellona, Lluís Martinez Sistach. È prevista la presenza di altri cardinali, rappresentanti della Curia, e delle autorità civili. Alle 17.15, il Cardinale di Barcellona, Lluis Martínez Sistach, terrà una conferenza stampa nella stessa Basilica di Santa Maria in Tratevere allo scopo di valutare il significato di questa mostra e di tutti gli atti accademici organizzati per la Fundación Sagrada Familia, la Fundación Joan Maragall e AC/E Acción Cultural Española, sotto gli auspici del Pontificio Consiglio per la Cultura.
11/01/2012 Maurizio Bottoni - Migrazioni
19 gennaio – 12 febbraio 2012
Barbara Frigerio Contemporary Art
Via Fatebenefratelli, 13
Milano, Italia
Inaugurazione: giovedì 19 gennaio alle ore 18
La Barbara Frigerio Contemporary Art presenta al pubblico milanese, direttamente dalla 54a Biennale di Venezia, l’ultima “fatica” di Maurizio Bottoni, dal titolo “Migrazioni”. Un dipinto che sembra racchiudere la passione e la “maniera” di un vero maestro dell’arte pittorica dei nostri giorni, che ritorna ad uno dei suoi temi più cari, quello della rappresentazione degli animali. E lo fa descrivendo il volo di decine di specie di uccelli, racchiusi in un unico stormo, costretti a fuggire lontano, a causa della distruzione e dell’incuria provocata dal genere umano. Un messaggio di denuncia affidato ad un dipinto di grande intensità, una sorta di catalogazione faunistica, verrebbe da dire ad un primo sguardo, data anche la dovizia di dettagli e la precisione anatomica di ogni singolo esemplare, ma questo è soltanto il lato più tecnico ed esteriore di un‘opera, dall’atmosfera sognante e ricca di poesia, dove l’attenzione per il dettaglio non travalica mai in un fredda ripetizione della realtà, ma avvolge chi guarda, trasportandolo in una dimensione altra, forse più vicina al sogno che alla realtà. Faranno, inoltre, da cornice a quest’opera una serie di studi preparatori ed una selezione di dipinti, sempre sul tema della natura e degli animali.
11/01/2012 Venanzo Crocetti - Sculture e opere su carta dal 1934 al 1998
8 gennaio – 29 gennaio 2012 Ex Chiesa di San Giovanni Battista degli Almadiani
Piazza del Sacrario
Viterbo, Italia
Dal giorno 7 gennaio presso l’Ex Chiesa di San Giovanni Battista degli Almadiani a Viterbo, è visitabile la mostra dal titolo Venanzo Crocetti. Sculture e opere su carta dal 1934 al 1998, curata dalla Fondazione Museo Crocetti di Roma e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, dalla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia e dal Comune di Viterbo. La mostra con opere in bronzo e disegni propone un’esauriente panoramica dell’attività creativa di uno dei più noti scultori italiani del XX secolo, già presentata nel prestigioso Palazzo Zenobio di Venezia e nei prossimi mesi ospitata in Giappone. L’esposizione si configura come un primo omaggio al Maestro in previsione delle significative iniziative che saranno a lui dedicate in occasione della celebrazione nel 2013 per il centenario della sua nascita. Nella tappa viterbese la mostra, realizzata grazie alla disponibilità del funzionario di zona dottoressa Rosalba Cantone e all’entusiasmo di Patrizia Ferretti responsabile per le arti contemporanee, si arricchisce di una nuova sezione dedicata alle opere realizzate dallo scultore a Roma e nel Lazio. In occasione della mostra si terranno delle visite guidate gratuite rivolte alle scuole di ogni ordine e grado del comune di Viterbo e provincia, a cura degli studenti di Storia dell’arte contemporanea dell’Università.
Ingresso libero con visite guidate gratuite
Da Lunedì a Venerdì ore 9-13
Sabato e Domenica ore 10-13 e 15-18
18 dicembre 2011 - 3 giugno 2012 SACRA DI SAN MICHELE
Via Alla Sacra 14
Sant'Ambrogio Di Torino (TO), Italia
Vernissage: domenica 18 dicembre 2011 ore 17
Le fotografie di Franco Borrelli dedicate alla Sacra di San Michele possiedono il dono di rendere visibili delle emozioni, fermandole negli istanti fissati in ogni fotogramma. L’allestimento espositivo, con un andamento a clessidra, è suddiviso in stanze contigue, esse vogliono rappresentare tre stati dell’Anima: “Coscienza del mondo, Desiderio estatico, Senso dell’eterno”. Nell’ultima parte, con l’ausilio della tecnologia, si potranno osservare tre video, realizzati in modo da rendere manifesto al visitatore l’incessante scorrere del tempo. Il tempo fermato si trasforma, divenendo flusso. Le immagini, da scatti fotografici, si fanno fotogrammi di una narrazione visiva scandita dalle composizioni musicali originali prodotte per l’evento. Tre monitor proiettano il frutto di una sperimentazione artistica dell'autore: tre filmati di circa sette minuti ciascuno, costituiti dalla sequenza di diverse migliaia di scatti fotografici in rapida sequenza. Le musiche che li accompagnano sono state appositamente composte rispettivamente da Manuel Torello per hang e da Enrico Euron per orchestra. Il catalogo della mostra, a cui è abbinato un DVD contenente il trittico delle sequenze video realizzate, sarà disponibile in libreria e online anche sull’eStore www.ARPABook.com.
14/12/2011 GUERCINO 1591-1666 Capolavori da Cento e da Roma
16 dicembre 2011 - 29 aprile 2012 Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13
Roma, Italia
La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, inaugura i nuovi spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee situati al piano terra di Palazzo Barberini, con una grande mostra dedicata al genio di Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno dei maggiori protagonisti del Seicento italiano, nato e vissuto nella città di Cento e attivo a Roma tra il 1621 e il 1623. L’esposizione, curata da Rossella Vodret e da Fausto Gozzi, direttore della Pinacoteca Civica di Cento, rappresenta insieme un significativo tributo al Guercino e un omaggio a Sir Denis Mahon, da poco scomparso, che al pittore di Cento ha dedicato gran parte dei suoi studi nel corso della sua vita centenaria. La mostra, composta da opere conservate nei musei e nelle collezioni di Roma e di Cento, nonché del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, consente di ammirare, nella rinnovata cornice di Palazzo Barberini, uno straordinario corpus di dipinti, che offre la possibilità di gettare uno sguardo d’insieme sull’opera del maestro emiliano: trentasei capolavori che coprono tutto l’arco cronologico del suo lungo percorso artistico facendone emergere l’esuberante talento. Viene messa in luce l’evoluzione pittorica dell’artista, partendo dai primi dipinti, che riflettono l’influsso di alcune importanti fonti dell’arte ferrarese, come Ippolito Scarsella (1551-1620) e Carlo Bononi (1569-1632), fino alla produzione più squisitamente legata allo stile e alle idee derivate da Ludovico Carracci. La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e dal Comune di Cento. La mostra è prodotta da Civita con la collaborazione di Start. Il catalogo è edito da Giunti Arte Mostre Musei.
13/12/2011 La Madonnina: origine e storia di un simbolo
14 dicembre 2011 - 13 giugno 2012 Duomo
Piazza del Duomo
Milano, Italia
L’esposizione, curata dall’Architetto Guido Canali anticipando l’allestimento del Nuovo Museo del Duomo e allestita nella navata laterale sinistra, sarà aperta al pubblico dal 14 dicembre tutti i giorni dalle 10 alle 18 e ospiterà le opere più rappresentative che ricostruiscono la nascita del simbolo della Madonnina, protettrice dei milanesi ed emblema della città nel mondo:
- il busto ligneo originario da cui è stata forgiata la statua dorata della Madonnina
- l’alabarda originaria del 700 con il foro del fulmine che la deteriorò, poi sostituita negli anni Sessanta
- la struttura in ferro che sosteneva la statua dorata, poi sostituita da una più resistente in acciaio
- lo stemma della Veneranda Fabbrica, la fabbriceria del Duomo, da oltre 600 anni al servizio di uno dei monumenti più ammirati al mondo
- la proiezione degli scatti del nuovo skyline donati da Gabriele Basilico.
Il ricavato dell’esposizione verrà utilizzato per garantire il proseguimento dei Restauri della Grande Guglia.
11/12/2011 Valentino Vago Dal Visibile all'Invisibile: un viaggio verso l'infinito
17 DICEMBRE 2011 - 12 FEBBRAIO 2012 Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese, 95
Milano, Italia
Curata da Paolo Biscottini, la mostra, che si tiene in occasione dell’ottantesimo compleanno dell’artista milanese, ripercorrerà attraverso 70 opere le tappe fondamentali della sua carriera, coprendo un arco cronologico di sessant’anni.
Il percorso espositivo si apre, infatti, con un olio su tavola del 1952 quando, studente all’Accademia di Brera, Vago era ancora legato a un linguaggio figurativo. Ne sono prova, altri lavori realizzati nei primi anni Cinquanta, che lo videro protagonista, nel 1955, alla VII Quadriennale di Roma. Particolarmente ricca sarà la sezione che documenterà la sua produzione degli anni Sessanta, dove prendono forma le prime opere astratte, elaborate al termine della stagione accademica, fino a giungere agli orizzonti del decennio successivo. In particolare, dal colorismo informale si arriva all’intenso Orizzonte nero del 1965. Negli anni Settanta, nella pittura di Vago irrompe la luce, i toni si alleggeriscono verso campiture di colore che definiscono un ambiente poetico affascinato dal mistero spirituale, dall'armonia e dall'indagine sulla bellezza. Il colore, nel corso di questi anni, si distende per reperire una uniformità intensa e ormai totalmente astratta. L’iniziativa si chiuderà con la proiezione di un video che testimonierà i suoi interventi di pittura ambientale, all’interno di edifici religiosi, dalla chiesa di San Giulio a Barlassina, del 1982, a quella di Nostra Signora del Rosario, consacrata nel 2008 a Doha, Qatar. Accompagna la mostra un catalogo (ed. Skira) con un testo di Paolo Biscottini.
10 – 24 dicembre 2011 PERCORSI/ARTE CONTEMPORANEA
Via A. Serpieri, 17
Rimini, Italia
Un avvicendarsi di figurazioni angeliche – ricavate da illustrazioni celebri del passato : da Lorenzo Lotto a Giotto, da Raffaello a Correggio, da Velázquez al Beato Angelico – e in seguito manipolate e talvolta ridipinte – fungono da “messaggeri” (“angeloi” per l’appunto) di una sottile ma pungente dissacrazione rivolta a noti capolavori dei nostri giorni”. A questo punto, scrive Luca Cesari, “un’artista fa una riflessione: che cosa farebbero gli angeli dell’arte se si togliessero loro di mano parti musicali, le varie insegne che portano servizievolmente ai santi, e si trasferissero le loro pose di celeste ed edificante conversazione intorno ad immagini cultuali dell’arte pop, della body-art, delle installazioni, della video-arte, di quante altre specificazioni delle opere contemporanee? Questo è ciò cui si assiste in una serie di lavori angelici dell’artista Simona Rinciari, dove immagini di messaggeri della grande pittura fanno, per così dire, esteticamente le valigie, mantenendo la complementarietà funzionale che posseggono nella raffigurazione tradizionale, ma andando incontro ad un ingegnoso reinvestimento semantico nella raffigurazione alternativa.”
Perché la storia dell’arte, scrive Ugo Amati, “è piena di angeli vogliosi di incontrare l’arte moderna, di « giocare avec » e di prenderla anche in giro, se a loro garba. Un po’ di leggerezza non farebbe male a questa arte contemporanea sussiegosa, a volte gioiosa ma priva di humour, pretenziosa e quotata in borsa. Se ci appostassimo, ci siamo detti, come si faceva con gli storni? Se ne attendessimo l’arrivo, finché loro, guardinghi, si avvicineranno a questa o a quella icona dell’arte moderna, per annusarla, ghermirla, sovvertirla e, nel caso avessero un’indole psicopatica, dissacrarla? Sembrava all’inizio un gioco, ma è diventata una cosa seria. Il dardo era tratto e interagiva alla perfezione con il "Vangelo" di Luca. “Simona ha individuato, durante le sue scorrerie, una teoria di angeli disposti al gioco, e Gillo Dorfles, quando li ha visti, li ha subito chiamati « angeli alla riscossa ».”
18 dicembre 2011 - 8 gennaio 2012 Chiesa di San Barnaba
Bondo (TN), Italia
L'esposizione è dedicata al tema del sacro e del mistero della nascita con opere degli artisti Viveka Assembergs, Franco Chiarani, Lamberto Correggiari, Lino Mannocci, Giuseppe Rivadossi, Gianluigi Rocca, Antonio Stagnoli, Francesco Tabusso, Ivan Zanoni, Luciano Zanoni. Nella sagrestia della chiesa si potrà ammirare inoltre una raccolta di grafica antica con maestri del calibro di Albrecht Dürer, Cristofano Robetta, Rembrandt van Rijn. La mostra inaugura il 17 dicembre 2011 alle 17.00 con una presentazione della critica e storica d’arte Chiara Gatti, che ha scritto il testo critico dell’esposizione nel quale spiega che: “Le scene del Natale di Cristo vantano celebri iconografie. Il mistero della nascita è infatti un tema su cui molti artisti nel corso dei secoli si sono misurati con esiti spesso mistici e puri come una preghiera. Nella mostra in San Barnaba – grazie alla sensibilità del Sindaco e dell’intera Amministrazione Comunale di Bondo, oltre alla curatela di Mario Zanetti e al suo impegno nell'ideare iniziative per la crescita intellettuale del territorio – si possono ammirare opere dove il fascino di un soggetto antico dialoga “divinamente” con i linguaggi della contemporaneità”. L’inaugurazione della mostra prevede inoltre dalle 18.00 in poi un concerto di canti natalizi e la rappresentazione dei giovani musicisti della Scuola Campanaria di Roncobello, che eseguiranno brani tradizionali sulle campanine, risuonatori in vetro, metallo e ottone, strumenti popolari del XIX secolo. In occasione della collettiva nella chiesa di San Barnaba sì svolgeranno eventi e rappresentazioni per tutta la durata del periodo Natalizio. Il suggestivo ambiente ha infatti ispirato il noto poeta ed editorialista Maurizio Cucchi che il 26 dicembre alle 20.30 sarà presente a Bondo e leggerà brani di poesia e prosa con l’accompagnamento musicale di un violoncello. Durante le sere del 24 e 26 dicembre e del 6 gennaio sarà rappresentato il presepe vivente, mentre un concerto di musica classica con clarinetto, sax e pianoforte allieterà dalle 20.30 il primo dell’anno. Nel giorno dell’Epifania alle 20.30 si svolgeranno le esibizioni della Corale di San Barnaba e della Compagnia del Canto, mentre alle 21.00 si potrà assistere ad un concerto di cornamuse.