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ASC NEWS

12/07/2017
Paese Poesia luglio 2017 - Belvedere Ostrense

Il maestro Carlo Iacomucci, recentemente, ha partecipato, in qualità di ospite, alla decima edizione del premio di poesia dedicato a "Biagino Casci" a Belvedere Ostrense, per aver illustrato, con una sua opera, la copertina del librocatalogo dove sono riportate le poesie dei premiati, l'invito cartaceo e il manifesto.
Per l'occasione, l’artista ha donato due sue opere incise, che sono state consegnate, come premio, ai finalisti del concorso. In segno di riconoscenza, sono state dedicate all’'artista Iacomucci sei pagine all'interno del librocatalogo "PaesePoesia 2017", contestualmente ad un breve testo critico della dott.ssa Patrizia Minnozzi (laureata in giurisprudenza, vive a Macerata. Ama l'arte, la fotografia,e la tecnologia).

L'incisore Carlo Iacomucci nasce nel 1949 a Urbino, città in cui, con serietà e costanza, ha potuto avvicinarsi, per gradi e per avvio naturale, alla grande tradizione della scuola urbinate, che porta avanti da circa 40 anni. Nella sua città natale, riceve la prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’'Arte, meglio noto come Scuola del Libro. Tra il 1969 e il 1970 vive a Roma, dove frequenta stamperie d’arte, studi e ambienti artistici, maturando la passione per l’'incisione e, in modo particolare, per l’'acquaforte. Si iscrive quindi al Corso Internazionale della Tecnica dell’'Incisione Calcografica che si tiene sempre ad Urbino.
La necessità di approfondire, lo stimola poi a frequentare, per soli due anni, la sezione di pittura dell’'Accademia di Belle Arti della stessa città. Nel 1973 inizia la sua esperienza didattica, che prosegue fino al 2008: insegna Discipline Pittoriche all’'Accademia di Belle Arte di Lecce, poi al Liceo Artistico Statale di Varese ed infine all’'Istituto Statale d’'Arte di Macerata, dove vive ed opera. Dal 1972 ha partecipato a numerose collettive e personali sia in Italia che all'estero, realizzando anche edizioni d'arte con acqueforti. 

Immagine: Carlo iacomucci - Il giglio di San Giuseppe




22/12/2016
CIBO CARTE e ARTE - Mostra di Artisti Contemporanei dalla collezione di ASC Arte Sacra Contemporanea

Domenica 8 gennaio 2017
Ristorante Il Clandestino
Via Rosmini 5
Stresa VB - Italia

Nella splendida cornice del Verbano, presso il rinomato Ristorante di pesce “Il Clandestino” dello Chef Franco Marasco, avrà luogo l’evento “CIBO CARTE e ARTE” che comprende, una mostra di opere d’arte di Artisti Contemporanei Italiani ed Internazionali della Collezione ASC Arte Sacra Contemporanea, un pranzo esclusivo a base di pesce ed il Torneo di Burraco del Lago Maggiore. In mostra opere di giovani artisti e di artisti affermati: Ilaria Forlini, Nicola Liberatore, William Xerra, Antonio Spanedda, Gabriele Di Maulo, Nina Paley, Alberto Gianfreda, Giovanni Morgese, Silvia Venuti, Federico Cozzucoli, Stefano Pizzi, Bios Vincent, Vieri Parenti, Tarshito, Debora Fella, Florine Offergelt, Enrico Del Rosso e Mauro De Carli, oltre ad un’opera grafica di Picasso. A scopo divulgativo, è disponibile una brochure dell'evento contenente tutte le informazioni sulle opere e sugli artisti e che verrà distribuita al pubblico che interverrà all’evento, per far conoscere il mondo dell’arte contemporanea e tema sacro e non 
www.associazioneculturalecreati
va.
it/processed/20161212-124957-KTIGR-NAS.pdf. L’evento si aprirà con l’inaugurazione della Mostra d’Arte e la visita guidata alle opere in esposizione, a cui seguirà il pranzo, il torneo di Burraco del Lago Maggiore ad invito riservato ai soci di ACC e la premiazione finale. Tra le opere esposte 4 verranno selezionate e assegnate, durante la premiazione, ai vincitori del Torneo. Le opere resteranno in visione al pubblico fino a lunedì 16 gennaio 2017 con orario ore 10,00-12,00 presso il Ristorante Il Clandestino di Stresa. Partner dell’iniziativa: Dal Negro, Luigi Francoli Grappe, Torraccia Del Piantavigna, Bottega della Cornice, Il Clandestino Ristorante di pesce.

Per informazioni:
info@associazioneculturalecreativa.it




25/10/2016
Un’esposizione dei maestri e dei migliori allievi dell’Accademia di Brera all’University of Art and Design di Joshibi, Tokio

Tra il 3 e il 18 di novembre p.v. nell’ambito delle celebrazioni per il 150° Anniversario delle Relazioni tra il Giappone e l’Italia una delegazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera composta dal Direttore prof. Franco Marrocco, dal Responsabile per le Relazioni Esterne prof. Stefano Pizzi e da due allievi della Scuola di Pittura, Francesca Vitali e Simone Parise, si recherà a Tokio presso l’University of Art and Design.

La missione, organizzata dai proff. Stefano Pizzi e Tetsuro Shimizu prevede i seguenti principali appuntamenti:

- L’inaugurazione dell’esposizione “Opere dei Maestri di Brera e dei loro migliori allievi”:
- Franco MARROCCO
- Italo BRESSAN – Barbara Canali
- Roberto CASIRAGHI – Flavia Albu
- Giorgio CATTANI – Maria Castagna
- Italo CHIODI – Alice Fiorelli
- Marco CINGOLANI – Pietro Andrico
- Angelo Antonio FALMI – Gabriele Quarta
- Ignazio GADALETA – Saeed Naderi
- Renato GALBUSERA – Francesca Vitali Boldini
- Omar GALLIANI – Carolina Corno
- Gaetano GRILLO – Wang Hao
- Giordano MONTORSI – Lara Ilaria Braconi
- Stefano PIZZI – Simone Parise
- Simona UBERTO – Erika Costa
- Dany VESCOVI – Letizia Prestipino

- La partecipazione ai work-shop di produzione tradizionale giapponese della carta e dei pigmenti.
- La tenuta di conferenze sull’Alta Formazione Artistica in Italia e a Brera a cura del Direttore prof. Marrocco e del prof. Pizzi.
- La tenuta di una conferenza sulla propria ricerca e di un workshop del prof. Pizzi, coadiuvato dagli allievi Parise e Vitali ed alcuni allievi di Pittura di Joshibi, nell’ambito del quale realizzerà un’opera che verrà donata alla quadreria dell’Università.
Nel mese di gennaio del 2017 una delegazione dell’University of Art and Design di Joshibi sarà ospite dell’Accademia di Brera con un analogo programma.
L’Accademia di Belle Arti di Brera e l’University of Art and Design di Joshibi hanno firmato nel corso del 2016 un accordo bilaterale che prevede, oltre agli scambi culturali, la possibilità per gli studenti di entrambi gli atenei di frequentare i corsi dell’istituzione partner.




13/09/2016
La chiesa di Santa Croce in Padova Presentazione della guida

Dopo alcuni anni dalla pubblicazione della guida del Torresino, esce il secondo numero della collana I luoghi dell'arte e della fede, dedicato alla chiesa di Santa Croce in Padova.

La chiesa di Santa Croce in Padova
a cura del Museo Diocesano di Padova
testi di Patrizia Dal Zotto

La guida sarà presentata al pubblico giovedì 15 settembre, ore 21.00, presso la Sala del Redentore in Corso Vittorio Emanuele II, 174, in occasione della Festa della Comunità della parrocchia di Santa Croce.

Interverranno
Andrea Nante
Carlo Cavalli
Patrizia Dal Zotto

L'ingresso è libero.

Il Museo è aperto con in seguenti orari:
da giovedì a sabato 15.00-18.00
domenica 10.30-13.00; 15.00-18.00

 




14/06/2016
IOTIAMO Capsula del Tempo di Antonio Spanedda

Il progetto artistico IOTIAMO dell'artista novarese Antonio Spanedda si arricchisce della CAPSULA DEL TEMPO concepita come un’opera d’arte per viaggiare nel futuro. In questa declinazione tecnologica e creativa del progetto d'arte contemporanea IOTIAMO i giovani sono inventori del proprio futuro, attori protagonisti, futuri spettatori e portatori di emozioni positive per cambiare il mondo.
E’ già stato provato che i viaggi nel futuro sono potenzialmente possibili. Le basi concettuali dei viaggi nel tempo affondano le proprie radici nella teoria, ben verificata, della Relatività Generale di Einstein, di cui a breve ricorre il centenario. Un filo conduttore che unisce lo studio di un possibile viaggio nel tempo nel macrocosmo e microcosmo sono proprio le CTC, ovvero quei percorsi temporali chiusi che connettono il passato e il futuro in modo circolare, consentendo una violazione della cronologia, ma pur preservando il principio di causalità. 
Per Spanedda IOTIAMO Capsula del Tempo è un esperimento artistico, e riguarda un tipo di viaggio nel tempo molto diverso da quello previsto dalla relatività generale e dalla meccanica quantistica. In questo progetto possono partecipare tutti coloro che desiderano viaggiare nel futuro attraverso un'opera d'arte, diventando attori protagonisti oltre che futuri spettatori. A differenza delle capsule del tempo che solitamente sono sotterrate, IOTIAMO 2045 Capsula del Tempo è un'opera visiva, da esporre nella scuola, in un'abitazione, in un museo.
Il primo "viaggio nel tempo" è stato fatto con i bambini della Scuola Primaria dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Novara il 20 novembre 2015. I bambini hanno partecipato con entusiasmo al primo Happening della Capsula del Tempo, ed hanno registrato i loro video messaggi per il futuro.
Grazie a questo progetto l'artista ha incontrato molti giovani ed ha scoperto che moltissimi di loro credono ancora nell’amore, nell’amore per la vita, per i genitori, per gli amici. Sono più attenti alle persone, alle diversità, all’ambiente ed essendo capaci di inventare nuovi linguaggi, sono molto creativi. 
Essi sono la prima generazione globale, con valori e modi di pensare convergenti, e per questo motivo hanno bisogno di un riconoscimento sociale.
"IOTIAMO 2045 Capsula del Tempo" con una cerimonia ufficiale il 21 maggio 2016 è stata consegnata all'Istituto Maria Ausiliatrice di Novara che avrà il compito di custodirla fino a quando verrà riaperta il 24 ottobre 2045.
La capsula è stata registrata al Collegio Oglethorpe The International Time Capsule Society ad Atlanta U.S.A. 

Al fine di raccogliere fondi per portare questo progetto ad altri bambini in altre scuole italiane è stato attivato un crowdfunding su www.eppela.com. Per ogni donazione sono previste delle ricompense.

Saper ascoltare e valorizzare il mondo giovanile è un dovere primario di tutta la società.




24/03/2016
L’arte del fare GIANNINO CASTIGLIONI Scultore

Giovedì 31 marzo alle ore 18 alla Biblioteca Ambrosiana (Piazza Pio XI, 2 Sala delle Accademie) verrà presentato il volume  L’arte del fare GIANNINO CASTIGLIONI Scultore (Skira editore). Il bellissimo libro è il risultato delle recenti ricerche rivolte alla rivalutazione dell’attività di Giannino Castiglioni (Milano 1884 – Lierna 1971), uno tra i più importanti pittori, incisori e scultori del Novecento italiano. L’opera, curata da Eugenio Guglielmi, attraverso testimonianze dirette e studi monografici di giovani e accreditati studiosi, nonché inediti materiali d’archivio, mette in evidenza la formazione dell’artista e il suo rapporto con l’ambiente milanese nel clima culturale a cavallo tra il tardo simbolismo ottocentesco e il nascente Liberty. Particolare attenzione viene data alla formazione di Castiglioni presso l’Accademia di Brera e alle opere che lo resero celebre, tra cui ricordiamo quelle presenti al Cimitero Monumentale, i Sacrari dedicati ai Caduti della Prima Guerra Mondiale e la Porta del Duomo di Milano. Un capitolo riguarda, infine, lo studio dei 350 gessi conservati presso il Comune di Lierna, dono degli eredi, nell’ottica della creazione di una Gipsoteca da inserire nei percorsi provinciali e regionali lombardi.

INGRESSO LIBERO 


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24/03/2016
PASQUA E PASQUETTA APERTI TUTTI I GRANDI MUSEI STATALI

In occasione delle prossime festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i musei, le aree archeologiche e i luoghi della cultura statali resteranno aperti. Domenica 27 e lunedì 28 marzo i grandi musei statali rimarranno aperti, rispettando il normale piano tariffario. Una apertura straordinaria in tutta Italia dagli Scavi di Pompei alla Pinacoteca Brera, dal Castello di Miramare di Trieste al Museo Nazionale Archeologico di Napoli, da Paestum agli Uffizi, dal Foro Romano e Palatino al Cenacolo Vinciano, dalla Reggia di Caserta al Colosseo, dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma ai Musei Reali di Torino, dal Museo d’Arte Orientale di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Egizio al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Per informazioni:
http://www.beniculturali.it/
mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti
/MibacUnif/
Comunicati/visualizza_
asset.html_1151786380.html

 




27/02/2016
La Misericordia Spettacolo teatrale di e con Lucilla Giagnoni

Lunedì 29 Febbraio 2016, h 21:00
Chiesa di San Graziano
Arona (NO), Italia

"Beati i Misericordiosi, perché riceveranno Misericordia"

A partire dalla Misericordia come virtù della reciprocità, l'interpretazione di Lucilla Gianoni ci guiderà in un percorso antropologico e spirituale: la beatitudine evangelica della Misericordia si erge a virtù morale e condivisa del vivere civile. La rappresentazione dell'incontro tra fede e dimensione civica nella vita di comunità prende forma sullo sfondo del Duomo e del Palazzo della Ragione, luogo d'intreccio tra l'autorità religiosa e il potere civile, per celebrare un valore condiviso, quello di Misericordia appunto, le cui radici affondano nella storia antica. A cura di: Vicariato dell’Aronese; Parrocchia di Arona; Associazione Partecipazione e Solidarietà.




25/02/2016
L’ENERGIA DEL FEMMINILE NEL BUDDHISMO TIBETANO

SABATO 5 MARZO 2016 - dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 16
CELSO - ISTITUTO DI STUDI ORIENTALI
Dipartimento Studi Asiatici
Archivio Arti Contemporanee
BSA Biblioteca di Studi Asiatici
Galleria Mazzini 7 – 16121 Genova - Italy

Il seminario "L'Energia del Femminile nel Buddhismo Tibetano" che si terrà sabato 5 marzo nelle fasce orarie 11-13 e 14-16, verterà sui temi Le forme del divino femminile, Le divinità ‘naturate di spazio’, Archetipo femminile e materno e Donne di illuminazione, e sarà a cura della Prof.ssa Carla Gianotti, tibetologa, docente di lingua e cultura tibetana, autrice di numerose pubblicazioni tra cui: "Donne di illuminazione: Dakini e demonesse”, Madri divine e maestre di Dharma" (Ubaldini),  “La vita di Milarepa” (UTET), prima versione italiana della vita di Milarepa condotta sull’originale tibetano,  “Il Grande Sigillo: la conoscenza originaria di Maha Mudra” (Mimesis), “Cenerentola nel paese delle nevi” (Utet). Il Seminario e' ad iscrizione.

Per informazioni:
tel [+39] 010586556
info@celso.org
www.celso.org




25/02/2016
Symbols

4 – 26 marzo 2016
Genova Palazzo Ducale - Fondazione per la cultura
Sala Dogana
Piazza Matteotti, 9
Genova, Italia

Inaugurazione venerdì 4 marzo, ore 18
Orario: mar-dom ore 15-20 Ingresso libero

16 incisori hanno riletto in chiave contemporanea i simboli dei monumenti funerari presenti in alcuni cimiteri monumentali europei e 10 tra musicisti e danzatori ne hanno tratto coreografie. Dopo le residenze d’artista di Avilés e di Dundee realizzate all’interno del progetto Symbols, una mostra evocativa nata dalle suggestioni dell’arte funeraria.

Per informazioni:
palazzoducale@palazzoducale.
genova.it
www.palazzoducale.genova.it



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Filippo Rossi alla rassegna d’arte contemporanea “Arte, Civiltà e Sacro per abitare la Terra”



Prorogata fino a giovedì 12 ottobre 2017
Sala del Compasso della Cupola di San Gaudenzio
Via Gaudenzio Ferrari 13 - Novara

Fino a giovedì 12 ottobre 2017 nella Sala del Compasso della Cupola di San Gaudenzio a Novara è possibile visitare la Mostra di arte contemporanea "Arte Civiltà e Sacro per abitare la Terra" dove l’artista Filippo Rossi espone la sua opera “Via Maestra”.

Filippo Rossi (1970), espone dal 1994. Da anni lavora come site-specific artist presso privati e enti pubblici. I suoi lavori sono ricercati da architetti e Interior design per Hotel e case private. Formatosi alla scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze si laurea in Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze. Dal 1997 insegna presso la Stanford University. Con opere in musei e collezioni italiane ed estere, è stato il più giovane degli artisti invitati all’incontro con Benedetto XVI nella Cappella Sistina il 21 novembre 2009 visto che da oltre 10 anni elabora anche tematiche attinenti al sacro. E’ stato chiamato nel 2011 dalla Fondazione del Duomo di Firenze al concorso per un ambone per la Cattedrale. Nel 2012 lavora alla Derix Glass Studio di Francoforte (Germania) per tradurre alcuni suoi dipinti in vetrate. Tiene workshop formativi in Italia e negli USA. Tra le ultime personali: Museo della Porziuncola ad Assisi, Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, Basilica di Santa Croce a Firenze, Monastero di Camaldoli ad Arezzo, Abbaye Notre-Dame de Boscodon a Crots in Francia, Mount Tabor, Ecumenical Centre for Art & Spirituality, Barga (Lucca), Cape Cod –Massachusetts (USA), Palazzo Panciatichi e Palazzo Medici Riccardi a Firenze, la Meiboyi Arts Centre a Shangai (China), Bressanone, Bergamo, Cortona, Fès-Rabat (Marocco), presso l’ambasciata italiana, la Fondazione Ducci a Roma e la Dadian Gallery a Washington DC. L’ultima personale presso il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze ‘Spirito Creatore’, attualmente spostata negli Stati Uniti. www.filipporossi.info

In occasione di questa mostra gli studenti del Liceo delle Scienze Umane Contessa Tornielli Bellini di Novara (progetto alternanza scuola lavoro e credito formativo) insieme al docente di Storia dell'Arte Prof. Carlo Cerutti danno vita ad una nuova forma di fruizione dell’arte contemporanea realizzata attraverso i loro occhi e mettendosi a confronto con il pubblico durante tutto il periodo della mostra.

Intervistato telefonicamente dagli studenti del Liceo di Scienze Umane che partecipa al progetto, Filippo Rossi spiega il suo essere artista, com’è giunto alla sua arte e il messaggio che essa trasmette.

Quanto o come ha influito la sua vita privata nella realizzazione delle sue opere?
Perché è giunto a questa espressione artistica e non altra?

Dio chiama ognuno di noi in modi e tempi diversi, mettendo in noi il tesoro della sua risposta, attraverso la quale siamo completamente realizzati.
La bellezza che io cerco di creare nasce dalla Luce, trasmessa soprattutto attraverso la foglia oro e attraverso una chiara percezione dell’uso del Segno, che diviene Segno parlante. Soprattutto ai miei inizi, mi sono concentrato sul Segno tralasciando quasi il colore. Personalmente cerco la bellezza per servire alla verità, come fa ogni artista, credo.
Cerco la bellezza nonostante la mia molta miseria e pochezza e soprattutto rispondendo alla chiamata rivolta a tutti nel Vangelo cristiano, anche a i non artisti! Tutto questo prevalentemente attraverso il non figurativo, poiché credo che esperienze ed eventi spirituali, più che essere narrati, vanno vissuti in prima persona e trasmessi in forma di dialogo personale con l’Assoluto.
Ho avuto la conferma personale a questo mio dialogo nell’incontro di Papa Benedetto XVI con gli artisti nel novembre del 2009, al quale ero stato invitato come artista più giovane. L’obiettivo del Papa era di riannodare un filo che si era logorato da molto tempo…Ulteriore conferma di questo mio cammino è stato l’inserimento di una mia opera nell’ardito progetto realizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, di una nuova edizione nel 2007 del Lezionario domenicale e festivo con immagini commissionate a artisti viventi, tra cui il sottoscritto.
Nel mio caso - come, credo, in quello di molti artisti che nei secoli si sono dedicati al Sacro cristiano -, raccontare il Mistero di salvezza attraverso le proprie opere significa mettere a nudo profonde e intime relazioni personali.
Parlo della relazione tra l’artista, che trasforma la materia affidatagli, e la materia stessa; ma anche e soprattutto della relazione tra l’artista, che è creatura, e il Creatore che gli ha dato il suo talento e di cui l’artista è testimone. L’artista, infatti, non ‘fa’ realmente l’opera che realizza, ma diviene responsabile, secondo la sua intelligenza e volontà, di quello che rappresenta. L’artista, quanto più è consapevole del suo dono, tanto più è spinto a guardare a sé stesso e all’intero creato con occhi capaci di contemplare e ringraziare, elevando a Dio il suo inno di lode. Solo così egli può comprendere a fondo sé stesso, la propria vocazione e la propria missione. L’artista cioè, nel silenzio ascolta lo Spirito e – se è ‘vero’ come artista e coerente con ciò che sente -, può creare vera bellezza, riflesso della Bellezza increata. Questa Bellezza si fa poi luogo di rivelazione dell’Assoluto, offrendo uno spazio ‘sensato’ per l’esperienza umana.

E' soddisfatto delle opere che realizza? In genere risultano essere quelle che voleva? Il messaggio è unico o può essere interpretato?
Certo. Potremmo chiederci: ma è veramente arte sacra, un'opera così lontana dalla tradizione? Io credo di sì, perché "la Chiesa non ha mai avuto come proprio uno stile artistico, ma, secondo l'indole e le condizioni dei popoli, e le esigenze dei vari riti, ha ammesso le forme artistiche di ogni epoca".
La millenaria tradizione cristiana offre poi esempi eccelsi di arte astratta oltre che figurativa, e questo non solo nel periodo paleocristiano ma anche nel cuore del figurativismo rinascimentale. Per fortuna il cristianesimo non è manicheo: all’aut-aut preferisce l’et-et, sicuro che ogni autentica esperienza estetica può rientrare nel piano provvidenziale di Dio.
Il grido di Cristo sulla croce, certamente "atonale", infatti è parte della nostra historta salutis, come lo è l'ordine sparso - quasi "informale" - dei fiori del campo, più belli di Salomone in tutto il suo splendore.
Interessante per lo spettatore è sempre la questione riguardante la tecnica: In che modo l’astrazione può rivendicare la capacità di esprimere Cristo? E’legittimo poter esprimere qualcosa di Cristo e della Chiesa, della Fede in forma astratta? come io sono arrivato a questo? La realizzazione di un’opera d’arte è un atto di fede e spesso il processo creativo è assai più affascinante dell’opera stessa.
La via estetica da me proposta mostra l’emergenza di una via percorribile e insieme fragile. Cerco di farlo attraverso opere penetranti, orientate a descrivere la memoria dell’evento significato senza gridarlo, attraverso tratti allusivi e tagli celati, oppure attraverso le vie dei solchi, delle lacerazioni su materiale edile, modesto, su legni insignificanti e volgari. Elementi che esprimono tutti consumate e logorate esistenze, capaci tuttavia di una forza insperata di ripresa, testimoniata anche dalla costante presenza di tratti auriferi, che conferiscono a quei materiali una via di redenzione possibile e inattesa.
La forza espressiva ed evocativa del tratto, viene così sottoposto al giudizio del suo interlocutore perché possa cogliere in questa soglia, in questa lacerazione tra lo spazio della redenzione, e la miseria della condizione della materia, una possibilità ulteriore e provvidenziale di salvezza.
Ho utilizzato materiali diversi – carta, legno, juta, polistirene – ma tutti estremamente poveri e malleabili e l’unica ricchezza concessa è alla foglia d’oro. È l’oro della morte vinta, dell’amore che brucia e si consuma per le sue creature poiché non sa e non vuole fare altro.
Ogni opera accoglie in sé lo stupore di una vita nuova e irripetibile dove ogni segno o graffio, increspatura o variazione di tono, solco o grumo rimandano alla complessità che ogni esperienza umana porta con sé.
Ecco infatti perché ho scelto il non figurativo: credo che esperienze ed eventi spirituali, più che essere narrati, vanno vissuti in prima persona e trasmessi in forma di dialogo personale con l’Assoluto.
Questo mio segno, il segno sacro, esprime in profondità infine anche la ricerca di un ricongiungimento impensabile tra la forza espressiva dell’arte, quella che ha una sua voce propria, che non la presta semplicemente, e il pensiero, la grandiosità del pensiero della tradizione ecclesiale. Quando si supera la via insufficiente della superficie ci si inoltra nella via più rischiosa che conduce all’evocazione di un mistero più alto.
Ecco, non solo il figurativo tradizionale ma anche questo tipo di figurazione astratta può accompagnare il cammino interiore dei cristiani. Cristo stesso, pur nella concretezza del corpo assunto da Maria, non esitò a presentarsi in termini lontani da ogni possibilità figurativa, identificandosi come ‘Via’, ‘Verità’, ‘Vita’, ‘Risurrezione’ e ‘Luce’ degli uomini. Così l’arte che si riferisce a Cristo, Verbo incarnato del Padre, può benissimo rivestire di forma e colore anche le parole più ‘astratte’ del Salvatore, soprattutto per incentivare alla preghiera dove ognuno è chiamato ad andare oltre le conoscenze sensorie, e massimamente per accompagnare la preghiera liturgica, dove il carattere segnico dei riti invita a non soffermarsi sull’aspetto esteriore delle cose.

Ogni opera trasmette un messaggio, qual è quello di quest'opera? Cosa c'è di sacro nell'opera che ha presentato in questo evento?
Quando concepisco e realizzo un lavoro di arte sacra cerco di pormi sempre questa domanda:
È la mia arte una diretta espressione della mia vita interiore?
L’opera dell'artista in questo caso diventa una testimonianza personale, non soltanto un esercizio estetico ma addirittura una ‘professione di fede’.
Questa fede costringe l’autore a mettersi in gioco: a dare lui stesso le chiavi al significato della propria opera che può essere non immediatamente percepibile da chi la osserva. L’importante è che, come afferma la Lettera di Giovanni Paolo II, anche nella raffigurazione del dramma o del dolore ci sia uno sguardo al Mistero, uno spiraglio di speranza. La vera arte è sempre appello rivolto al Mistero. D’altra parte, anche la prima arte cristiana non era figurativa ma fatta di simboli: immagini che, proprio per la loro forza evocativa, ancora oggi ci parlano.
Capisco che un approccio così personale a contenuti universali può anche turbare chi si vede costretto ad aprire le proprie concezioni della fede per accogliere quella proposta dall’artista. Ma Benedetto XVI, nel suo discorso agli artisti il 21 novembre 2009, ha detto esplicitamente che essi devono provocare una ‘scossa’ nei loro contemporanei, affinché questi, invece di soprassedere tranquillamente alle scelte spirituali, morali ed etici che la vita impone, vengano spinti a decidersi per il ‘Bene’ o per il ’Male’. Ma l’artista, per arrivare nella propria opera a una sintesi capace di toccare i contemporanei nell’intimo, consolando ma anche turbando il loro spirito, deve avere il coraggio di respingere ciò che in termini estetici oltre che morali è «male» - cioè banale, chiuso al divenire dello Spirito -, scegliendo invece il ‘bene’ di un uso della propria creatività aperta a Dio, anche a costo di scontentare qualcuno. Dall’altra parte – dalla parte della committenza, voglio dire - ci vuole il coraggio di investire concretamente nel nuovo. Da ambo le parti ci vuole il coraggio di credere che l’imprevedibilità tecnica e lo stile personale in cui i messaggi vengono trasmessi possano essere suggeriti dallo Spirito che soffia come e dove vuole e che, soprattutto, l’uomo non deve e non può imbrigliare.
L’arte sacra contemporanea opera frequentemente con questa modalità; parte da un’assenza – il corpo, il volto di Cristo ad esempio - per arrivare ad una Presenza visibile non iconica. Non narra del Divino, ma invita chi la contempla a partecipare personalmente al dialogo tra l’artista e Dio, tra la creatura ed il suo Creatore. Questo è ciò che può essere presente nelle opere di ogni artista quando veramente egli è ispirato, quando, facendo tacere il proprio ego si mette a disposizione dell'Assoluto come semplice strumento.
Ecco allora che viene inabitato dallo Spirito che lo vivifica e gli dà la possibilità di manifestare barlumi di trascendenza divina. L’arte insegna a fissare lo sguardo su ciò che l’artista ha fatto.
Questo, se l’artista ha messo un contenuto spirituale e personale, diventa arte contemplativa. L’artista che dipingendo prega, contempla. Questo modus operandi fa crescere l’artista come tale, nella sua creatività e la preghiera aiuta la sua missione artistica.
Per me dipingere è preghiera!

Opera in mostra: Filippo Rossi ‘Via maestra’.
70 x 50 cm. Tecnica mista su juta. 2004.
Foto Niccolò Orsi Battaglini.
Proprietà dell'artista.

L’opera rappresenta la Via Maestra (la grande linea verticale in oro) per giungere alla piena realizzazione di sé nella vita terrena (la trama della tela Juta che si scorge come supporto a tutta l’opera)che avviene solo rispondendo totalmente alla chiamata profonda e personale che Dio ha per ognuno di noi. Ci sono anche altre vie (linea nera verticale) o distrazioni (macchie di colore) che non necessariamente appaiono più o meno belle… la vera scommessa è capire la giusta chiamata e rispondere totalmente. Solo così luna strada ‘apparentemente’ irta di difficoltà (le piegature della carta) può rivelarsi fonte di felicità e pace interiore (sfondo bianco).

 



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VideoTop Paolo Simonotti presenta IOTIAMO 2045 Capsula del tempo di Antonio Spanedda



Incontro con William Xerra Accademia di Brera 1a parte



Incontro con William Xerra Accademia di Brera 2a parte



Incontro con William Xerra Accademia di Brera 3a parte



Incontro con William Xerra Accademia di Brera 4a parte



Presentazione mostra Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana



IOTIAMO Contemporary Art Project



ASSISI. JOVANOTTI CANTA “IL CANTICO DELLE CREATURE”



Revealing GOØD



NEOREALEASTER



Fe & Arte 2012 - Sequeri 1



Fe & Arte 2012 - Sequeri 2



Mostra di Artisti Contemporanei insieme per il Fund Raising 'Dona Gioca Colleziona Arte'



IOTIAMO. Una dichiarazione d'amore. Una mostra d'arte contemporanea



No Strangers



Mimmo Paladino, installazione in Piazza Santa Croce, Florens 2012



CONCEPTUAL ART 2012 - WELL DESERVING "Everyday"



Passio 2006-2010



Meet the Artist Jan 2012: Brandenburg Spring Choral Festival



Black Voices - Something Inside So Strong



Makoma - Moto Oyo



The Tree of Life Chapel - Braga, Portugal



Calligraphy : Julien Breton - Kaalam



The Art of Living Sri Sri Ravi Shankar



Terra Rut di Camilla Marinoni



Fuoco Mosè di Camilla Marinoni



Mina - Dalla Terra (Magnificat di Marco Frisina)



Ravi & Anoushka Shankar - Raga Anandi Kalyan



La Sapienza risplende. Madonne d'Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento



ASC DAY 2010 Alta Valsesia VC Italia



ST STEPHEN,ST MARTIN-IN-THE FIELDS...



Mondo Vibrante



La DIVINA COMMEDIA



DALAI LAMA - I 18 PRINCIPI FONDAMENTALI - (The Dalai Lama's instruction on Life)



Intervista Don S. Barbaglia, A.B. Del Guercio



INNO AL BEATO GIOVANNI PAOLO II di mons. Marco Frisina



L'armonia della Vita di Terzani



IO TI AMO by Antonio Spanedda



Divine Comedy Divina commedia inferno 1° canto



Uomini di Dio di Xavier Beauvois



Affezione di Mons. Pierangelo Sequeri



Madre Teresa. Una bambina di nome Gonxhe



Eremo outing di Paola Lotti



O Tannenbaum (Oh, Christmas Tree) (Vince Guaraldi)



I am Jesus



Passione secondo Luca: ANTEPRIMA



The White Light Festival



ČIURLIONIS: Un viaggio esoterico 1875 – 1911



Waldemar Januszczak on Raphael



Homage to Muslim Art depicting Muhammad



Dentro l'Ultima Cena: Il tredicesimo testimone



Biennale delle chiese laiche 2010 Design



Vision by Margarethe von Trotta www.zeitgeistfilms.com



KEMO'-VAD, DANZARE NEL VENTO



Le reliquie del Buddha all'Accademia di Brera



Insieme a Don Tonino Bello...



Flare II - A Conversation with Antony Gormley



Jeremy Rifkin, 'La civiltà dell'empatia'



Sacred Music Colloquium (CMAA)



Da pellegrini sui Sacri Monti


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POLO DI RICERCA ARTE SACRA CONTEMPORANEA

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